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OpenAI: dipendente saudita arrestato per spionaggio in ufficio

AUTORE: Redazione Novrium //
OpenAI: dipendente saudita arrestato per spionaggio in ufficio
OpenAI ha rivelato l'arresto di un dipendente saudita, Abdulrahman Alfozan, accusato di aver nascosto un dispositivo di registrazione in una sala riunioni della sede californiana. L'FBI ha effettuato l'arresto il 9 ottobre dopo che i dipendenti avevano scoperto l'apparecchio il 30 settembre. Il dispositivo, avvolto nella carta igienica e inserito in una porta USB sul retro di una televisione, era stato analizzato grazie ai modelli di intelligenza artificiale dell'azienda, che hanno identificato il responsabile.

Secondo l'accusa, Alfozan aveva utilizzato un chatbot per cercare informazioni su come costruire e occultare dispositivi di registrazione. Le ricerche includevano termini come "costruire un registratore audio continuo" e "accesso remoto a un dispositivo". L'ingegnere, assunto da OpenAI dal 2025, è stato licenziato e rischia cinque anni di carcere e una multa di 250mila dollari. L'azienda ha garantito che non ci sono state violazioni di dati sensibili o accessi impropri.

L'FBI ha sottolineato che l'obiettivo dell'indagine era scoprire se il dispositivo fosse stato utilizzato per intercettare comunicazioni riservate. I video delle telecamere di sorveglianza hanno confermato le attività dell'uomo, che aveva riposizionato un secondo dispositivo nella stessa area. OpenAI ha espresso gratitudine per la collaborazione con le autorità e ha ribadito l'importanza della sicurezza tecnologica.

Il caso ha suscitato dibattito sulle misure di protezione delle aziende di intelligenza artificiale. L'azienda ha spiegato che il suo programma di sicurezza è progettato per affrontare minacce interne ed esterne, dimostrando come l'IA possa contribuire alla difesa delle tecnologie critiche.