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Fiorello denuncia la vendita del Teatro delle Vittorie: 'Crimes contro lo spettacolo'

AUTORE: Redazione Novrium //
Fiorello denuncia la vendita del Teatro delle Vittorie: 'Crimes contro lo spettacolo'
Rosario Fiorello ha lanciato un appello pubblico contro la decisione della Rai di mettere in vendita il Teatro delle Vittorie, definito da lui stesso un «crimine contro la storia dello spettacolo italiano». Lo showman, insieme a Fabrizio Biggio, ha affisso due cartelli davanti al teatro romano con messaggi chiari: «Questo Teatro non si dovrebbe vendere» e «Questo Teatro non è in vendita!». L'iniziativa è stata documentata in un video pubblicato sui social, dove Fiorello ha annunciato che la nuova puntata de La Pennicanza inizierà proprio dal teatro.

La Rai ha confermato la vendita dello storico teatro, spiegando che i costi di gestione e ristrutturazione sono diventati insostenibili. La decisione rientra in un piano immobiliare volto a modernizzare gli spazi, con l'obiettivo di trasformare l'azienda in una Digital Media Company. La nota aziendale sottolinea che il teatro, pur essendo un «pezzo importantissimo della storia Rai», necessita di interventi tecnologici che non sono più economicamente sostenibili.

Il Teatro delle Vittorie, simbolo del varietà italiano, ha ospitato grandi nomi come Pippo Baudo, Raffaella Carrà e Mina. Fiorello ha ricordato che il teatro è stato la sede di programmi iconici come «Il grande Fantastico», sottolineando il suo valore storico e culturale. «Questo teatro non si dovrebbe vendere per quello che si è vissuto là dentro», ha affermato, definendo la cessione una scelta che rischia di cancellare un capitolo fondamentale della televisione nazionale.

La Rai ha spiegato di aver già deliberato la vendita nel luglio 2022, in linea con un piano di razionalizzazione delle strutture. L'azienda punta su nuovi spazi come il studio di Saxa Rubra, progettato per rispondere alle esigenze moderne, e sulla riqualificazione di altri immobili come Viale Mazzini. Tuttavia, il dibattito sulla conservazione del patrimonio culturale resta acceso, con Fiorello che si è schierato a difesa di un simbolo dell'identità televisiva italiana.