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Ebola, Italia impone dichiarazione per chi arriva da Congo e Uganda

AUTORE: Redazione Novrium //
Ebola, Italia impone dichiarazione per chi arriva da Congo e Uganda
L'Italia ha introdotto nuove misure di prevenzione per il rischio di diffusione del virus Ebola, con l'obbligo di dichiarazione per chi arriva direttamente o indirettamente dalla Repubblica Democratica del Congo e dall'Uganda. L'ordinanza del ministro della Salute Orazio Schillaci, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, richiede a tutti i viaggiatori che siano stati nelle aree interessate nei 21 giorni precedenti l'ingresso nel Paese di presentare un'autodichiarazione entro 24 ore dall'arrivo. Il modulo, disponibile nell'ordinanza, deve essere inviato via email o consegnato direttamente al Dipartimento di Prevenzione dell'Azienda sanitaria locale.

Le compagnie aeree e le navi in arrivo dai due Paesi dovranno informare i passeggeri dell'obbligo e accompagnare i moduli al personale degli aeroporti e dei porti, che li trasmetteranno alle autorità sanitarie competenti. In caso di sintomi sospetti, i voli dovranno atterrare esclusivamente all'aeroporto sanitario di Fiumicino, dove saranno attuate le procedure previste dagli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera. Il ministero ha sottolineato che il rischio di infezione in Italia è «basso», ma le misure sono dettate dal «principio di massima precauzione».

La circolare applicativa dell'ordinanza prevede cinque livelli di rischio, basati sulla presenza di sintomi e sull'esposizione nei 21 giorni precedenti. I viaggiatori asintomatici con basso rischio dovranno sottoporsi a monitoraggio quotidiano, mentre quelli con esposizione ad alto rischio saranno sottoposti a quarantena o trasporto in biocontenimento. Le Regioni dovranno identificare centri di riferimento per le malattie infettive, con il centro nazionale presso l'Istituto Spallanzani di Roma.

L'Unione Europea sta valutando un'azione coordinata per affrontare l'epidemia, con un confronto previsto il 16 giugno nel Consiglio Epcso Salute. Il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, si è recato in Repubblica Democratica del Congo per rafforzare il sistema sanitario e migliorare la preparazione alle emergenze. Mentre i farmaci e i vaccini sono ancora in fase di studio, le autorità italiane hanno messo in atto misure rigorose per identificare tempestivamente eventuali casi sospetti.