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Chirurgia innovativa: paziente sveglio sottoposto a intervento per tumore al colon

AUTORE: Redazione Novrium //
Chirurgia innovativa: paziente sveglio sottoposto a intervento per tumore al colon
Un uomo di 76 anni pugliese, affetto da una neoplasia sanguinante del colon destro, è stato sottoposto con successo a un'intervento di emicolectomia destra a Torino, in stato di veglia. L'operazione, eseguita presso la Chirurgia Generale 1 dell'ospedale Molinette, ha combinato tecniche di anestesia loco-regionale e ipnosi clinica, permettendo al paziente di rimanere cosciente durante la procedura. Il caso, considerato eccezionale per la complessità del quadro clinico, ha visto il paziente giudicato inoperabile in altre strutture a causa di una grave insufficienza respiratoria e di un recente ricovero per embolia polmonare.

L'équipe medica, guidata dal professor Mario Morino e dalla dottoressa Valentina Palazzo, ha sviluppato un protocollo personalizzato 'awake' per evitare la ventilazione artificiale, che avrebbe potuto causare complicanze. Durante l'intervento, il paziente ha conversato con il team medico, mentre l'ipnosi clinica ha ridotto il disagio e il bisogno di sedativi. La procedura, durata circa un'ora, ha permesso una ripresa post-operatoria eccezionale, senza necessità di terapia intensiva. Il paziente ha ripristinato la deambulazione e l'alimentazione entro 24 ore e ha potuto rientrare in Puglia in sicurezza pochi giorni dopo.

Il direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino, Livio Tranchida, ha sottolineato l'importanza di questa tecnica per i pazienti fragili, sottolineando come l'integrazione di ipnosi e medicina personalizzata espanda i confini della chirurgia oncologica. L'approccio, definito 'nuova frontiera', ha dimostrato che interventi complessi possono essere eseguiti con minor rischio, migliorando la qualità della vita dei pazienti.

L'operazione ha riscosso ampio interesse per la sua innovatività, con medici e ricercatori che ne valutano le implicazioni per future applicazioni. La collaborazione tra chirurgia, anestesia e psicologia ha rappresentato un modello di cura multidisciplinare, dimostrando come l'esperienza e l'adattamento delle tecniche possano superare limiti precedentemente considerati insormontabili.