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UE leader accusa Orbán di bloccare aiuti per l'Ucraina per interesse elettorale

AUTORE: Redazione Novrium //
UE leader accusa Orbán di bloccare aiuti per l'Ucraina per interesse elettorale
I leader dell'Unione Europea hanno espresso forte preoccupazione per il veto del primo ministro ungherese Viktor Orbán sull'approvazione di un prestito di 90 miliardi di euro per l'Ucraina, accusandolo di strumentalizzare la questione per fini elettorali. Durante un vertice a Bruxelles, i governatori hanno sottolineato che Orbán ha violato un accordo approvato a dicembre per sostenere le forze armate e l'economia ucraina, mettendo a rischio l'unità del blocco. Finlandia, Germania e Belgio hanno criticato l'atteggiamento dell'Ungheria, evidenziando la necessità di rispettare le decisioni collettive.

Orbán, che si prepara a elezioni anticipate del 12 aprile, ha difeso il suo blocco accusando il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy di ostacolare le forniture di petrolio russo attraverso il gasdotto Druzhba, danneggiato in gennaio. L'Ungheria ha bloccato anche nuove sanzioni contro la Russia, ritenendo che la questione energetica sia cruciale per la sua sicurezza. Il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha proposto di finanziare i danni al gasdotto, ma Orbán ha rifiutato, insistendo sulle priorità nazionali.

Il conflitto ha messo in luce le debolezze dei meccanismi decisionali dell'UE, basati su accordi unanimi. La posizione dell'Ungheria, pur essendo una minoranza nel blocco, ha creato tensioni con Paesi come la Slovacchia, che ha ritirato il supporto a un documento congiunto sulle relazioni con l'Ucraina. Zelenskyy, che ha partecipato al vertice in videoconferenza, ha ribadito la sua opposizione a qualsiasi transito di energia russa attraverso il proprio territorio, sottolineando il ruolo dell'energia nel finanziamento della guerra.

L'incertezza intorno al prestito rischia di danneggiare l'economia ucraina, che necessita di un sostegno immediato per fronteggiare la crisi. I leader europei hanno chiesto a Orbán di rivedere la sua posizione, sottolineando che l'adesione alle decisioni collettive è un principio fondamentale dell'UE. Tuttavia, l'Ungheria sembra intenzionata a mantenere il veto fino a quando non verrà risolto il problema delle forniture di petrolio russo.