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Trump: Ucraina e Russia si accordano su obiettivi energetici

AUTORE: Redazione Novrium //
Trump: Ucraina e Russia si accordano su obiettivi energetici
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che l'Ucraina e la Russia hanno raggiunto un accordo per smettere di colpire i rispettivi obiettivi energetici. «L'Ucraina ha concordato di non colpire obiettivi energetici russi. La Russia ha accettato di fare lo stesso!», ha scritto Trump su Truth Social. L'annuncio arriva dopo che il leader americano aveva esortato il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy a evitare attacchi ai impianti di combustibile russo, sostenendo che questi causino carenze globali.

Nessuna delle due parti ha confermato ufficialmente l'accordo. L'Ucraina ha però ribadito che gli impianti energetici russi rimangono obiettivi legittimi nel contesto del conflitto. Zelenskyy ha riferito di aver colpito due raffinerie russe, sottolineando che i proventi dell'energia russa finanziano la guerra. Intanto, i prezzi del diesel negli Stati Uniti hanno raggiunto un record di 6 dollari al gallone, con l'esperto Chris Beauchamp che attribuisce l'aumento a un mix di conflitti, tra cui la guerra in Medio Oriente e i danni alle infrastrutture russe.

Le sanzioni dell'Unione Europea contro la Russia sono state prorogate per sette giorni, con la Presidenza irlandese che ha chiesto tempo aggiuntivo per valutare il rinnovo. L'obiettivo è continuare a limitare il finanziamento bellico russo, ma la situazione resta complessa. L'attacco di droni alla pipeline saudita East-West ha ulteriormente alimentato le tensioni energetiche, con il canale di Suez ancora bloccato da dispute geopolitiche.

Trump ha criticato l'incremento dei prezzi del carburante, attribuendolo al conflitto ucraino e non al Medio Oriente. Tuttavia, analisti come Beauchamp evidenziano che l'espansione della guerra in Iran e i danni alle raffinerie russe rappresentano fattori più significativi. La situazione ha anche influito sulle elezioni statunitensi, con i prezzi del diesel che pesano sull'approvazione del presidente, ridotta al 17% secondo un recente sondaggio.