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Trump presenta piano per Nuova Gaza

AUTORE: Redazione Novrium //
Trump presenta piano per Nuova Gaza
L'amministrazione Trump ha presentato a Davos un controverso progetto per una 'Nuova Gaza', accompagnato da immagini digitali di tipo futuristico che mostrano grattacieli bianchi, appartamenti di lusso, data center, complessi industriali e un'estesa area di turismo costiero. Il piano prevede la costruzione di oltre 100.000 unità abitative permanenti, 75 strutture mediche, più di 200 centri educativi e circa 180 centri culturali, religiosi e professionali, oltre a grandi infrastrutture viarie e spazi verdi dedicati a parchi, agricoltura e sport.

Il progetto, presentato da Jared Kushner, genero dell'ex presidente, prevede la trasformazione della Striscia di Gaza in una sorta di 'Riviera' del Medio Oriente, con grattacieli futuristici sul lungomare per il 'turismo costiero', hub di trasporti e infrastrutture energetiche. La nuova Gaza sarà sviluppata a fasi, partendo dal sud, con Rafah che potrebbe essere ricostruita in due o tre anni.

Il piano di ricostruzione totale sarà portato avanti in quattro grandi fasi, con la creazione di ampie aree residenziali e industriali, parchi e strutture sportive, autostrade e reti ferroviarie. Nelle due fasi successive la costruzione delle due città dovrebbe essere terminata per poi dare il via alla riedificazione di Gaza City nella quarta fase.

Il progetto ha sollevato forti critiche e preoccupazioni a livello internazionale, con diversi Paesi europei che hanno rifiutato di aderire al progetto. Tuttavia, circa 35 Paesi, tra cui Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Turchia e Bielorussia, hanno manifestato l'intenzione di partecipare al consiglio.

Trump ha definito il consiglio 'uno degli organismi più influenti mai creati', sostenendo che garantirà una Gaza smilitarizzata e stabile. Resta però forte lo scetticismo della comunità internazionale, che vede nel progetto una visione spettacolare e altamente simbolica, ma politicamente fragile e lontana dalle complesse realtà sul terreno.

Il futuro, almeno quello immaginato a tavolino dalla Casa Bianca, è roseo: entro il 2035 un Pil da 10 miliardi di dollari, 500mila nuovi lavori creati da 25 miliardi di dollari di investimenti nei servizi, 3 miliardi nei distretti dediti al commercio e quasi 2 miliardi nelle scuole e nell'istruzione della forza lavoro.