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Trump minaccia l'Iran: 48 ore per un accordo o 'inferno'

AUTORE: Redazione Novrium //
Trump minaccia l'Iran: 48 ore per un accordo o 'inferno'
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un nuovo ultimatum all'Iran, minacciando di 'scatenare l'inferno' se il regime non aprirà lo stretto di Hormuz entro 48 ore. Le dichiarazioni sono arrivate mentre si intensifica la ricerca del pilota F-15 scomparso dopo l'abbattimento del velivolo in territorio iraniano, risvegliando il terrore della crisi degli ostaggi del 1979. Trump ha twittato: 'Ricordate quando ho dato all'Iran dieci giorni per fare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz? Il tempo sta per scadere - 48 ore prima che tutto l'inferno si scateni su di loro'.

L'Iran ha respinto l'ultimatum, definendolo 'un atto disperato e stupido' e minacciando a sua volta di aprire le 'porte dell'inferno' per gli Stati Uniti. Nel frattempo, le forze americane e israeliane continuano a colpire obiettivi strategici in Iran, tra cui impianti petrolchimici e università. Il regime iraniano ha offerto ricompense per chi consegnerà il pilota catturato, mentre le autorità statunitensi hanno revocato lo status di residente permanente a due parenti di Qasem Soleimani, il generale iraniano ucciso in un raid Usa nel 2020.

La crisi ha causato migliaia di vittime e danni economici globali. Il 20% del petrolio mondiale transita nello stretto di Hormuz, bloccato dal regime iraniano, causando tensioni in tutto il Medio Oriente. Il presidente Trump ha condiviso un video di un'esplosione a Teheran, annunciando la 'distruzione' di leader militari iraniani, mentre l'America cerca di recuperare il pilota disperso. Le operazioni di ricerca si svolgono in un clima di alta tensione, con l'incertezza sul destino dell'equipaggio.

L'escalation ha suscitato preoccupazioni internazionali. Mohamed El Baradei, ex direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, ha lanciato un appello per evitare un conflitto globale, mentre Paesi asiatici come la Corea del Sud cercano di garantire la sicurezza delle rotte energetiche. Il conflitto ha già causato danni a infrastrutture in Kuwait e a un edificio di Oracle a Dubai, con il rischio di ulteriori espansioni della guerra.