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Tensioni nel Medio Oriente: Trump e il controllo dello Stretto di Hormuz

AUTORE: Redazione Novrium //
Tensioni nel Medio Oriente: Trump e il controllo dello Stretto di Hormuz
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nuovamente affermato che gli Usa hanno il 'controllo totale' dello Stretto di Hormuz, descrivendo il blocco navale come un 'muro d'acciaio' in grado di impedire a Teheran di agire. Le dichiarazioni sono arrivate mentre il traffico marittimo nello stretto rimane significativamente ridotto, con solo 14 navi registrate il 12 agosto, un livello ben al di sotto dei 120 navighi quotidiani pre-conflitto. L'Iran, però, ha continuato a sostenere la propria influenza sulla rotta strategica, rifiutando di permettere il pieno transito finché il blocco navale non sarà rimosso e le sanzioni non saranno alleviate.

Le tensioni regionali si sono intensificate con attacchi israeliani in Gaza e nel Libano, inclusi raid aerei che hanno causato vittime civili e la distruzione di infrastrutture. Il governo israeliano ha difeso le operazioni come necessarie per contrastare minacce, mentre i paesi dell'Unione Europea e altri hanno condannato l'uso della pena di morte in Iran e le violazioni dei diritti umani. L'Italia e l'Alto Rappresentante dell'Ue hanno firmato una dichiarazione congiunta per esprimere ferma condanna verso le esecuzioni di manifestanti.

Gli sforzi per un accordo tra Stati Uniti e Iran per estendere il cessate il fuoco di 60 giorni sono in stallo, con Teheran che nega qualsiasi discussione sulla proroga. Il Pakistan, invece, ha annunciato di essere in contatto con entrambe le parti per facilitare una soluzione. Intanto, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha visitato il Libano e l'Egitto, cercando di rafforzare alleanze regionali e promuovere la stabilità.

L'economia globale è in costante preoccupazione, con il petrolio che oscilla intorno ai 88 dollari al barile e il gas naturale che registra un rialzo del 3%. Le Borse europee hanno chiuso in calo a causa delle incertezze, mentre il governo britannico ha espresso preoccupazione per l'impatto del conflitto sul Pil. Il Board of Peace ha smentito l'esistenza di un accordo per pagare i debiti di Hamas, sottolineando che il piano prevede il disarmo del movimento e la creazione di un'amministrazione civile.

Nel frattempo, l'ONU ha denunciato l'alto numero di bambini palestinesi uccisi in Cisgiordania, mentre l'Unicef ha lanciato un allarme per la mancanza di forniture essenziali a Gaza. La situazione umanitaria si aggrava, con ospedali che rischiano di chiudere per mancanza di carburante e attrezzature. La Turchia, invece, ha condannato il riconoscimento della sovranità israeliana sul Golan, ritenendo la decisione una violazione del diritto internazionale.