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Tensioni in Medio Oriente: colpi US-Saudi e la difficile posizione dell'Iraq

AUTORE: Redazione Novrium //
Tensioni in Medio Oriente: colpi US-Saudi e la difficile posizione dell'Iraq
Gli attacchi statunitensi e sauditi contro gruppi filo-iraniani in Iraq hanno gettato ulteriore ombra su una regione già instabile, con l'Iraq costretto a navigare tra le pressioni di Washington e Teheran. I raid, che hanno ucciso almeno 20 combattenti del Popolare Mobilization Forces (PMF), hanno segnato un nuovo momento di tensione dopo un breve periodo di calma nelle operazioni dirette degli Stati Uniti contro l'Iran.

Il governo iracheno, che da anni cerca di mantenere un equilibrio tra le due potenze, ha condannato gli attacchi come violazione della sovranità nazionale. Baghdad ha espresso preoccupazione per l'escalation, mentre i gruppi armati iracheni, spesso vicini a Teheran, hanno minacciato ritorsioni. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che alcuni membri del PMF, creato per combattere lo Stato Islamico, operano al di fuori del controllo statale e hanno rifiutato di disarmarsi entro la scadenza del 30 settembre.

L'escalata dei conflitti regionali ha visto l'Iran lanciare missili contro installazioni americane in Giordania, mentre i ribelli yemeniti Houthi hanno bloccato i porti sauditi. Analisti sottolineano come l'involvemento esplicito della Arabia Saudita nei raid rappresenti un cambiamento di strategia, con conseguenze imprevedibili per la stabilità della zona. Il primo ministro iracheno, Ali al-Zaidi, ha dovuto annullare un incontro con il principe saudita Mohammed bin Salman, evidenziando la complessità della situazione.

Esperti come Sanam Vakil del Chatham House e HA Hellyer del Royal United Services Institute mettono in guardia sull'incertezza del contesto. La strategia iraniana sembra mirata a costringere Trump a una scelta tra confronto o concessione, mentre l'Arabia Saudita cerca di dimostrare la sua determinazione. L'Iraq, in mezzo a questo caos, deve affrontare la sfida di gestire gruppi armati autonomi e le pressioni esterne, con rischi di instabilità interna se le tensioni non si placano.