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Sudan: il Consiglio di Sicurezza discute le atrocità

AUTORE: Redazione Novrium //
Sudan: il Consiglio di Sicurezza discute le atrocità
La missione di fact-finding delle Nazioni Unite ha concluso che le atrocità commesse durante l'assedio e la presa della città di el-Fasher, in Sudan, sono 'i segni distintivi del genocidio'. La forza paramilitare Rapid Support Forces (RSF) ha catturato la città di el-Fasher, nell'ovest del Sudan, alla fine di ottobre dopo un blocco di 18 mesi. Si tratta di uno dei capitoli più brutali della guerra civile in Sudan, che dura da quasi tre anni e ha scatenato un'ampia indignazione internazionale.

La relazione conclude che almeno tre atti sottostanti di genocidio sono stati commessi, tra cui l'uccisione di membri di un gruppo etnico protetto, la causazione di gravi danni fisici e mentali e l'imposizione di condizioni di vita calcolate per portare alla distruzione fisica del gruppo, in tutto o in parte.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite discuterà le conclusioni della relazione e cercherà di fare pressione per un cessate il fuoco umanitario, che è stato finora elusivo nonostante le enormi sofferenze civili. Le parti in conflitto considerano il conflitto come una battaglia esistenziale e sono in grado di continuare a combattere con armi sempre più sofisticate fornite dai loro sostenitori stranieri.

La relazione sottolinea che la campagna militare dell'RSF è stata rinforzata da mercenari stranieri equipaggiati con 'armi avanzate e sistemi di comunicazione'. Gli investigatori stanno collaborando con diversi stati riguardo a 'informazioni credibili' che potrebbero essere coinvolti e riferiranno su questo tema in futuro.

La comunità internazionale è stata invitata a far rispettare pienamente l'embargo sulle armi in Darfur e ad estenderlo al resto del paese, a prevenire il trasferimento di armi e altri supporti alle parti implicate in gravi violazioni, ad assicurare la responsabilità attraverso sanzioni mirate e a cooperare pienamente con la Corte penale internazionale.

Il Segretario degli Esteri del Regno Unito, Yvette Cooper, ha affermato che è importante che la missione di fact-finding pianifichi ulteriori indagini sui presunti violazioni dell'embargo sulle armi e che debba essere esteso e applicato.

La situazione in Sudan è sempre più critica e richiede un'immediata attenzione internazionale per porre fine alle sofferenze civili e assicurare la giustizia per le vittime.