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Stretto di Hormuz: Usa e Iran si scontrano, chiusura contestata

AUTORE: Redazione Novrium //
Stretto di Hormuz: Usa e Iran si scontrano, chiusura contestata
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran si intensifica nel contesto dello Stretto di Hormuz, con entrambe le parti che rivendicano il controllo della via marittima strategica. L'Iran ha annunciato la chiusura dello stretto, accusando gli Usa di interferenze, mentre il comando centrale statunitense ha smentito, affermando che il traffico navale continua. Le dichiarazioni sono state accompagnate da nuovi attacchi aerei e missilistici, con il Pentagono che ha colpito circa 140 obiettivi iraniani, tra cui siti di missile e droni, depositi di munizioni e postazioni di sorveglianza.

Gli scontri sono iniziati dopo che le Guardie della Rivoluzione Iraniana hanno attaccato una nave container, la GFS Galaxy, costringendo l'equipaggio a lasciare l'imbarcazione. In risposta, gli Usa hanno lanciato una nuova ondata di raid, sottolineando l'intenzione di garantire la libertà di navigazione. L'Iran, invece, ha ribadito la propria sovranità sulla via d'acqua, con un alto dirigente che ha dichiarato che lo stretto è «più importante di decine di bombe atomiche». La tensione è cresciuta ulteriormente con attacchi iraniani in diversi paesi del Golfo, tra cui Emirati Arabi Uniti, Qatar e Bahrein.

Il memorandum d'intesa siglato lo scorso giugno, che prevedeva una cessazione delle ostilità per 60 giorni, sembra essere sul punto di collassare. Nonostante gli sforzi per riprendere le negoziazioni, le violazioni da parte di entrambe le parti hanno alimentato nuovi scontri. Il presidente Trump ha sottolineato che gli Usa mantengono il controllo dello stretto, mentre l'Iran ha minacciato di colpire ulteriori basi americane nella regione. L'incertezza ha creato preoccupazioni per il commercio globale, con i prezzi del petrolio che oscillano in base agli sviluppi.

La comunità internazionale ha espresso preoccupazione per l'escalation, con le Nazioni Unite che hanno chiesto a entrambe le parti di esercitare la massima prudenza. Tuttavia, le dichiarazioni di leader come il ministro della Difesa Usa, Pete Hegseth, e il capo del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, hanno rafforzato l'atteggiamento di confronto. Il rischio di un conflitto più ampio resta alto, con entrambi i paesi che sembrano rifiutare compromessi significativi.