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Serbia e l'Ue in crisi per il funerale di Mladic

AUTORE: Redazione Novrium //
Serbia e l'Ue in crisi per il funerale di Mladic
Il funerale di Ratko Mladic, ex generale bosniaco serbo condannato per crimini di guerra, ha scatenato una forte reazione da parte dell'Unione Europea. L'evento, tenutosi a Belgrado con onori militari e la partecipazione di personalità del governo, è stato definito "shockante" e "profondamente deplorevole" dai vertici UE. Mladic, responsabile del genocidio di Srebrenica e di altri crimini durante le guerre jugoslave, era in carcere da anni per ergastolo.

La Bosnia-Erzegovina ha risposto ritirando gran parte del personale diplomatico dall'ambasciata in Serbia, riducendo al minimo le relazioni tra i due paesi. Il ministro degli Esteri bihanese ha espresso forte disapprovazione per l'onorificenza concessa a Mladic, che rimane un simbolo di divisione nella regione. L'Europa ha sottolineato che il riconoscimento ufficiale del crimine di guerra contraddice i valori su cui si basa il percorso di adesione della Serbia all'Unione.

Il presidente serbo Aleksandar Vucic, pur non partecipando al rito, si trova in una posizione delicata. Deve equilibrare il sostegno dei suoi elettori, molti dei quali vedono Mladic come un eroe, con le pressioni dell'UE. La giustizia serba ha garantito che l'evento si svolgesse in modo "dignitoso", ma l'episodio rischia di danneggiare ulteriormente le prospettive di adesione del paese all'Unione.

L'Europa ha messo in guardia che il funerale rappresenta un test per Belgrado. L'accesso a fondi europei e l'avanzamento del processo di allargamento dipendono da una corretta gestione del passato. La Serbia, pur avendo rapporti con partiti dell'UE, è sotto pressione per affrontare le accuse di glorificazione di un criminale di guerra, un tema che risuona in tutta l'Europa orientale.