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Portacontainer affonda nello Stretto di Hormuz dopo attacco sconosciuto

AUTORE: Redazione Novrium //
Portacontainer affonda nello Stretto di Hormuz dopo attacco sconosciuto
Un portacontainer con a bordo oltre 2.500 container è affondato questa mattina nelle acque a sud dello Stretto di Hormuz dopo essere stato colpito da un proiettile di origine sconosciuta. La nave, registrata a Singapore, ha preso fuoco e si è inabissata, ma tutti i 21 membri dell'equipaggio sono stati evacuati senza ferite. L'incidente si è verificato mentre la nave transitava nella zona, teatro di un aumento delle tensioni tra le potenze regionali.

L'Iran ha attribuito l'affondamento a un'esplosione di una mina navale, affermando che la nave aveva tentato di attraversare una rotta non autorizzata. Tuttavia, autorità marittime internazionali non hanno confermato questa versione, sospettando invece un attacco con proiettili. Altri due cargo sono stati colpiti negli ultimi giorni, con danni lievi ma un clima di crescente pericolo per la navigazione commerciale.

Il traffico navale nello Stretto di Hormuz, via crucis per il 20% delle importazioni mondiali di petrolio, è stato messo a rischio da un'ondata di attacchi. Le autorità statunitensi hanno riferito di diversi incidenti, tra cui drone e missili, e hanno intensificato la protezione delle navi. L'incremento delle operazioni belliche ha causato un calo delle esportazioni di greggio, con flussi ridotti del 40% rispetto ai livelli pre-conflitto.

Le tensioni sono aumentate dopo l'escalation delle azioni iraniane, che hanno visto l'uso di nuove tattiche per bloccare il passaggio delle navi. Il governo iraniano ha avvertito le imbarcazioni di evitare rotte non approvate, mentre gli Stati Uniti hanno rafforzato la presenza militare nella zona. L'incidente ha suscitato preoccupazioni per la stabilità economica globale e la sicurezza delle rotte commerciali.

L'Organizzazione marittima internazionale ha registrato oltre 100 incidenti tra febbraio e ottobre, con 24 marittimi uccisi. L'area resta un punto caldo per i conflitti regionali, con l'incertezza su come si evolverà la situazione nei prossimi mesi.