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Pensione anticipata a 64 anni: proposta Lega e opposizione Cgil

AUTORE: Redazione Novrium //
Pensione anticipata a 64 anni: proposta Lega e opposizione Cgil
La Lega ha presentato una proposta per permettere l'uscita anticipata dal lavoro a 64 anni, con un'età pensionabile ridotta rispetto ai 67 anni attuali. La proposta prevede che i lavoratori con almeno 25 anni di contributi possano andare in pensione tre anni prima, ma con un calcolo interamente contributivo dell'assegno. Questo potrebbe comportare una riduzione significativa, fino a 366 euro mensili, per chi ha periodi di lavoro antecedenti al 1996.

La Cgil ha fortemente criticato la proposta, sottolineando che il ricalcolo contributivo ridurrebbe l'assegno pensionistico di oltre il 10% per molti lavoratori. Secondo le simulazioni dell'organizzazione, un dipendente con 40 anni di contributi e una retribuzione annua di 35mila euro vedrebbe l'assegno passare da 1.726 a 1.543 euro mensili. La riduzione aumenterebbe con stipendi più alti, raggiungendo anche 365 euro al mese per chi guadagna 70mila euro.

Un altro punto controverso è l'uso del Tfr (Trattamento di Fine Rapporto) per finanziare l'anticipo pensionistico. La Cgil ha definito la proposta "folle", sottolineando che i fondi accantonati sono salario differito dei lavoratori, non risorse pubbliche. L'organizzazione ha evidenziato che i requisiti economici per accedere alla pensione anticipata stanno diventando sempre più difficili da raggiungere, con soglie che aumenteranno nel tempo.

La discussione si inserisce nel contesto della prossima Legge di Bilancio, dove la Lega intende introdurre maggiore flessibilità nel sistema previdenziale. Tuttavia, la Cgil ritiene che la proposta non migliori effettivamente la flessibilità, ma sposti il costo dell'anticipo sui lavoratori, che dovranno accettare assegni più bassi per tutta la vita. L'organizzazione ha chiesto una revisione delle condizioni per evitare danni economici ai dipendenti.