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Meloni: L'Italia non è nell'Ue per dire sempre sì

AUTORE: Redazione Novrium //
Meloni: L'Italia non è nell'Ue per dire sempre sì
La premier Giorgia Meloni ha rafforzato il suo messaggio di autonomia rispetto all'Unione europea durante un discorso all'assemblea di Assolombarda a Milano. «L'Italia non siede in Europa per dire sempre sì», ha affermato, sottolineando il ruolo fondativo del Paese nell'UE e il diritto di esprimere posizioni critiche quando necessario. Il discorso ha messo al centro le sfide economiche e le richieste di maggiore flessibilità per affrontare l'inflazione e i costi energetici in crescita.

Meloni ha lanciato una critica diretta al sistema Ets (Trading delle quote di emissione), accusandolo di creare squilibri tra gli Stati membri e danneggiare le imprese italiane. «Se un'acciaieria chiude in Lombardia, e quell'acciaio lo compriamo dall’altra parte del mondo con standard ambientali più bassi, il pianeta non ci guadagna ma ci perde», ha sottolineato. La premier ha annunciato di riproporre la questione della flessibilità durante il prossimo Consiglio europeo, sostenendo che le regole attuali non tengono conto delle reali dinamiche economiche.

L'economia italiana, ha riconosciuto Meloni, mostra una crescita debole ma stabile, con previsioni di +1% per il 2026. «La nostra economia ha retto l'urto di scenari complessi», ha detto, ringraziando le imprese per il loro contributo. Ha inoltre sottolineato la necessità di investimenti in settori chiave come l'industria e la tecnologia, promettendo agevolazioni fiscali per lo sviluppo di software e l'autonomia strategica del Paese.

Nel pomeriggio, Meloni ha inviato una lettera al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, insieme a Friedrich Merz e Bart De Wever, chiedendo misure immediate per contrastare il caro-energia e migliorare la competitività industriale. Il discorso ha rafforzato la linea del governo di una collaborazione strategica con l'UE, ma con una chiara posizione di autonomia nelle decisioni critiche.