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Malagò e Abete si contendono la Figc: sfida politica e strategie dietro le quinte

AUTORE: Redazione Novrium //
Malagò e Abete si contendono la Figc: sfida politica e strategie dietro le quinte
La battaglia per la presidenza della Federazione Italiana Calcio (Figc) si accende tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, due figure storiche del calcio italiano pronte a contendersi il ruolo di successore di Gabriele Gravina. Malagò, ex presidente del Coni e numero uno della Fondazione Milano Cortina 2026, ha ottenuto il sostegno di 18 club di Serie A, mentre Abete, ex leader federale, cerca il via libera della Lega Nazionale Dilettanti (Lnd) per lanciare la sua candidatura.

La Lega Serie A ha espresso chiaramente la sua preferenza per Malagò, con solo Lazio e Verona a opporsi. Il sostegno del presidente Ezio Simonelli è stato definito una reazione alla delusione della nazionale dopo il fallimento nei playoff mondiali. Tuttavia, il ruolo di Beppe Marotta, presidente dell'Inter, è stato cruciale nell'organizzare il consenso a Malagò, suscitando malumori tra alcuni club come Juventus e Milan.

Abete, invece, ha annunciato di voler seguire una logica diversa: «Prima i contenuti, poi i nomi». Ha chiesto alla Lnd di investirlo delle stesse titolarità di Malagò, cercando di unire le componenti federali attorno a un programma condiviso. La sua mossa arriva in un contesto di tensioni con il governo, dove Malagò ha nemici tra i ministri Abodi e Giorgetti, e con il rischio di un commissariamento se le riforme non saranno approvate.

Le elezioni sono fissate per il 22 giugno, con un sistema di voto che assegna peso diverso alle varie componenti: la Lnd detiene il 34% dei voti, contro il 18% della Serie A. La partita si gioca non solo sulle proposte, ma anche sulle alleanze politiche e sulle influenze dietro le quinte, con il governo che sembra voler mantenere un controllo sul futuro del calcio italiano.