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Legge elettorale: scontro a Montecitorio, Meloni si rifiuta di dimettersi

AUTORE: Redazione Novrium //
Legge elettorale: scontro a Montecitorio, Meloni si rifiuta di dimettersi
La battaglia per la riforma della legge elettorale si è intensificata nella seduta della Camera di oggi, con il governo di Giorgia Meloni che resiste alle pressioni dopo la bocciatura di un emendamento sulle preferenze. L'approvazione di un testo che avrebbe consentito agli elettori di esprimere preferenze per i candidati è fallito per un solo voto, causando reazioni accese tra le opposizioni e all'interno della maggioranza.

Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha dichiarato che il governo intende proseguire nonostante le critiche, sottolineando la stabilità offerta al Paese. «Noi non intendiamo concludere la nostra esperienza di governo», ha affermato, mentre Elly Schlein, segretaria del Pd, ha accusato Meloni di arroganza e ha chiesto le dimissioni. «Il governo è stato sfiduciato da deputati della maggioranza», ha aggiunto, sottolineando la divisione interna.

Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, ha accusato il Partito Democratico di aver fornito «munizioni» al centrodestra, mentre il relatore di maggioranza Angelo Rossi ha annunciato il cambio di parere su due emendamenti sulle preferenze, rimettendoli all'approvazione dell'Aula. La tensione è cresciuta ulteriormente con la protesta dei senatori M5S, che hanno esposto cartelli con la scritta «Imbullonati».

Il presidente del Senato, Roberto Fico, ha riconosciuto la frattura interna alla maggioranza, mentre Matteo Renzi ha criticato la strategia di Meloni, sostenendo che la mancanza di unità rischia di portare a nuove elezioni. Il dibattito continua, con il governo che cerca di mantenere la propria posizione nonostante le critiche e le divisioni interne.

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