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La premier latviana si dimette per le incursioni dei droni ucraini

AUTORE: Redazione Novrium //
La premier latviana si dimette per le incursioni dei droni ucraini
La premier della Lettonia, Evika Siliņa, ha annunciato le dimissioni dopo una crisi politica scatenata dalle incursioni di droni ucraini nel suo territorio. La decisione ha portato al collasso della coalizione governativa, mesi prima delle elezioni previste a ottobre. Siliņa, leader del partito New Unity, ha rassegnato le dimissioni dopo che il partito Progressives, alleato di sinistra, ha ritirato il sostegno per la sua gestione della difesa.

Il conflitto è iniziato dopo che due droni sono entrati nel territorio lettone, uno dei quali ha colpito un impianto di stoccaggio di prodotti petroliferi. Siliņa ha criticato il ministro della Difesa, Andris Sprūds, per la mancata attuazione di sistemi anti-drone, accusandolo di non aver garantito la sicurezza del cielo nazionale. Sprūds, membro del partito Progressives, è stato costretto a dimettersi, causando la fuga di nove deputati del suo partito e lasciando il governo con 41 seggi su 100.

La premier ha sottolineato che la guerra in Ucraina ha modificato la situazione di sicurezza in Europa, richiedendo una risposta più tempestiva e efficace. Il presidente lettone, Edgars Rinkēvičs, ha annunciato riunioni con i rappresentanti dei partiti per formare un nuovo governo. Intanto, l’Ucraina ha attribuito le incursioni a una guerra elettronica russa, che ha deviato i droni verso i paesi baltici, e ha offerto supporto tecnico per prevenire futuri incidenti.

La crisi ha suscitato reazioni internazionali, con l’Ungheria che ha convocato l’ambasciatore russo per condannare un attacco che ha ucciso sei persone in Ucraina. La Polonia ha schierato caccia, mentre la Slovacchia ha chiuso il confine con l’Ucraina per motivi di sicurezza. La Lettonia, come gli altri paesi baltici, ha rafforzato la difesa nazionale e reintrodotto il servizio militare obbligatorio dopo l’invasione russa dell’Ucraina.