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L'Ue introduce limiti all'accesso ai social per i minori: età minima e supervisione obbligatoria

AUTORE: Redazione Novrium //
L'Ue introduce limiti all'accesso ai social per i minori: età minima e supervisione obbligatoria
La Commissione europea ha annunciato un piano per limitare l'accesso dei minori ai social media, con l'introduzione di un'età minima e misure di supervisione. La presidente Ursula von der Leyen ha presentato le linee guida del panel di esperti, sottolineando la necessità di un approccio graduale e scaglionato in base alle fasce d'età. «Noi in Europa crediamo che siano i genitori a crescere i nostri figli, non algoritmi predatori», ha affermato, evidenziando il rischio di dipendenza e danni psicologici causati dall'uso eccessivo degli schermi.

Secondo le proposte, i bambini più piccoli non avranno accesso ai dispositivi, mentre quelli under 13 potranno utilizzare i social solo con supervisione di genitori o insegnanti e per periodi limitati. Dai 13 anni in poi, l'accesso sarà graduale, con le piattaforme obbligate a dimostrare che i contenuti siano adeguati all'età. La Commissione esaminerà le proposte degli Stati membri per armonizzare l'approccio, dopo aver constatato un consenso generale sulla necessità di regolamentare l'accesso.

Von der Leyen ha evidenziato dati preoccupanti: i giovani trascorrono da 4 a 6 ore al giorno davanti agli schermi, equivalente a 20 anni di vita, e il 60% dei bambini piccoli ha sperimentato problemi emotivi online. «Se continuiamo a consentire alle Big Tech un accesso illimitato ai nostri figli, non faremo altro che condannare un'altra generazione a ulteriori danni», ha ammonito, richiamando l'applicazione della legge sui servizi digitali (Dsa) per costringere le piattaforme a garantire la sicurezza degli utenti.

L'Ue ha già avviato azioni contro aziende come TikTok e Meta, accusate di progettare piattaforme per generare dipendenza. Il piano prevede un'età minima di accesso, paragonabile ai limiti per la guida o il consumo di alcol, e una strategia che tenga conto dello sviluppo cerebrale dei minori. Mentre alcuni Paesi, come il Regno Unito e l'Italia, hanno già adottato misure simili, la Commissione mira a un approccio comune per proteggere i giovani a livello europeo.