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Kennedy Center chiude: Trump minaccia ristrutturazione solo con il suo nome

AUTORE: Redazione Novrium //
Kennedy Center chiude: Trump minaccia ristrutturazione solo con il suo nome
Il Kennedy Center, il principale centro delle arti dello spettacolo di Washington D.C., ha annunciato la chiusura immediata per lavori di ristrutturazione, in un contesto di intensi dibattiti legali e finanziari. Il consiglio di amministrazione, guidato da membri scelti da Donald Trump, ha votato per il blocco totale dell'edificio, citando problemi strutturali e una situazione economica critica. La decisione arriva dopo che un giudice federale aveva vietato l'aggiunta del nome del presidente sugli spazi, definendo l'operazione illegale senza l'autorizzazione del Congresso.

Trump ha reagito immediatamente, minacciando di bloccare i lavori di ristrutturazione se il suo nome non fosse stato aggiunto alla facciata. Il tycoon ha affermato che i fondi necessari per il restauro, compresi i 17 milioni di dollari raccolti da lui, non saranno utilizzati se non verrà rispettata questa condizione. Il giudice Christopher Cooper, nominato da Barack Obama, ha ribadito che solo il Congresso può autorizzare modifiche al tributo a John F. Kennedy, sottolineando che l'aggiunta del nome di Trump sarebbe in contrasto con le leggi vigenti.

La chiusura è stata motivata anche da un crollo parziale del soffitto nel Grand Foyer, che ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza. Tuttavia, alcuni critici sostengono che i vertici del Kennedy Center stiano esagerando i problemi strutturali per giustificare la chiusura, che potrebbe nascondere una gestione finanziaria inadeguata. Il centro, che ha visto un esodo di talenti e una riduzione delle entrate, si trova in una posizione di grave difficoltà economica, con il rischio di bancarotta a breve termine.

Durante la riunione del consiglio, Trump ha partecipato virtualmente e ha criticato aspramente l'opposizione, accusando il giudice e i membri del board di ostacolare i lavori. Il presidente ha anche avanzato accuse non provate contro la moglie del giudice, sostenendo che potesse influenzare la decisione. Intanto, il direttore finanziario del Kennedy Center, Donna Kauranen, ha annunciato le dimissioni, aggiungendo ulteriore instabilità alla situazione. Il centro continua a cercare soluzioni legali per superare l'impasse, ma il futuro rimane incerto.