Novrium Logo NOVRIUM_
> Seguici su
HOME TRENDS CHI_SIAMO CERCA

John Bolton si dichiara colpevole per conservazione di informazioni segrete

AUTORE: Redazione Novrium //
John Bolton si dichiara colpevole per conservazione di informazioni segrete
John Bolton, ex consigliere per la sicurezza nazionale dell'amministrazione Trump, si è dichiarato colpevole di aver conservato informazioni classificate, siglando un accordo con i procuratori federali che potrebbe evitargli una condanna penale. L'accordo prevede una pena massima di cinque anni di carcere, ma il giudice Theodore Chuang deciderà il destino finale di Bolton, che dovrà essere condannato il 28 ottobre. L'ex funzionario ha ammesso di aver conservato note di diario contenenti informazioni di difesa nazionale, alcune classificate al livello top secret, e di averle condivise con membri della sua famiglia.

L'indagine ha coinvolto l'FBI che ha perquisito la casa di Bolton nel Maryland e la sua sede a Washington, D.C., nel 2025. Bolton, espulso dall'amministrazione Trump nel 2019, aveva pubblicato un libro intitolato "The Room Where It Happened" che presentava un'immagine critica del presidente. Il governo aveva cercato di bloccarne la pubblicazione, accusando il libro di contenere informazioni riservate, ma un giudice aveva respinto la richiesta.

Secondo gli avvocati, Bolton ha accettato l'accordo per evitare che ulteriori informazioni classificate emergessero durante il processo. L'ex consigliere dovrà anche svolgere 100 ore di servizio comunitario e riferire a funzionari di sicurezza sulle informazioni illegalmente conservate. Il caso si inserisce nel contesto di altre accuse contro critici del presidente Trump, come l'ex direttore dell'FBI James Comey e l'ex procuratore distrettuale di New York Letitia James.

Bolton, che ha sempre negato di aver violato la legge, ha espresso rammarico per le sue azioni durante l'udienza. I procuratori federali hanno sottolineato che l'ex funzionario sapeva come gestire le informazioni riservate e i limiti della condivisione. Il caso rappresenta un raro esempio di azione legale contro un alto funzionario per la gestione impropria di dati sensibili, nonostante le sfide nella sua prosecuzione.