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Italia approva risoluzione su crisi Iran, dibattito acceso su basi Usa e diritto internazionale

AUTORE: Redazione Novrium //
Italia approva risoluzione su crisi Iran, dibattito acceso su basi Usa e diritto internazionale
L'Italia ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del governo sulla crisi in Iran, con 179 sì alla Camera e 94 al Senato. Il testo prevede impegni per supportare i paesi del Golfo e garantire la difesa aerea nazionale, mentre le opposizioni hanno bocciato una proposta alternativa. I ministri Tajani e Crosetto hanno sottolineato la necessità di un impegno condiviso, ma il dibattito è stato segnato da accuse di mancanza di unità e di assenza della premier Meloni in Aula.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha dichiarato che l'attacco di Usa e Israele all'Iran è avvenuto «al di fuori delle regole del diritto internazionale», ma ha precisato che non è arrivata alcuna richiesta ufficiale per l'utilizzo delle basi americane in Italia. «Se dovesse emergere, torneremo in Parlamento», ha aggiunto. Crosetto ha anche ordinato l'innalzamento del livello di protezione della difesa aerea nazionale, in vista di possibili reazioni iraniane.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha evidenziato la gravità della situazione, con oltre 100mila italiani coinvolti direttamente o indirettamente nella crisi. Ha sottolineato l'importanza di evitare l'allargamento del conflitto e di mantenere i canali di dialogo con l'Iran. Tuttavia, le opposizioni hanno criticato il governo per l'assenza di una posizione chiara sull'uso delle basi Usa e per la mancanza di condanna esplicita degli attacchi.

Elly Schlein del Pd ha denunciato l'«assenza di una linea politica» del governo, sottolineando che la premier Meloni non è intervenuta in Aula ma ha parlato in radio. Anche il Movimento 5 Stelle e Avs hanno espresso preoccupazione per l'«assenza di una strategia europea» e per il rischio di coinvolgimento nell'escalation. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha cercato di riportare la calma durante le tensioni tra i partiti.

La risoluzione di maggioranza prevede anche l'invio di assetti navali a Cipro e la collaborazione con i paesi europei per rafforzare la difesa. Meloni ha sottolineato che l'Italia «non è in guerra e non vuole entrare in guerra», ma ha riconosciuto la necessità di proteggere gli interessi nazionali. Il dibattito ha evidenziato le divisioni tra governo e opposizione, con accuse di «complicità» e di mancanza di trasparenza.