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Israele e Libano aprono negoziati su disarmo Hezbollah

AUTORE: Redazione Novrium //
Israele e Libano aprono negoziati su disarmo Hezbollah
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato la disponibilità del governo a intraprendere negoziati diretti con il Libano, mirati al disarmo del gruppo armato Hezbollah e alla creazione di relazioni pacifiche tra i due Paesi. L'annuncio è arrivato dopo attacchi israeliani che hanno causato oltre 250 morti in Libano, con l'Onu che segnala la dislocazione di oltre 1,2 milioni di persone. Netanyahu ha precisato che le discussioni inizieranno «il più presto possibile», mentre il presidente americano Donald Trump ha chiesto a Tel Aviv di ridurre l'intensità dei bombardamenti.

Le autorità libanesi hanno ricevuto l'annuncio con una reazione positiva, con il presidente Joseph Aoun che ha parlato di un «percorso diplomatico iniziato a vedere» da attori internazionali. Allo stesso tempo, il governo libanese ha ordinato alle forze di sicurezza di concentrare le armi esclusivamente negli istituti statali, un segnale di controllo sull'area di Beirut. Tuttavia, Israele ha ribadito l'intenzione di continuare a colpire Hezbollah con «forza, precisione e determinazione».

I negoziati tra i due Paesi, annunciati come inizieranno la prossima settimana negli Stati Uniti, vedranno la partecipazione di rappresentanti israeliani e libanesi, con gli Usa a guidare le discussioni. L'obiettivo è affrontare le tensioni lungo il confine, dove gli scontri hanno minacciato di rompere una tregua fragile tra Usa e Iran. Intanto, il Libano segnala un'emergenza sanitaria, con ospedali in crisi per il numero elevato di feriti e rischi di esaurimento delle forniture mediche.

La situazione rimane tesa, con il rischio che gli attacchi israeliani possano compromettere i colloqui. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha avvertito che le operazioni in Libano renderebbero inutili le negoziazioni, mentre Paesi come Francia, Russia e Turchia hanno chiesto l'estensione della tregua al fronte libanese. Gli esperti monitorano attentamente i prossimi passi, con l'attenzione concentrata sulle riunioni a Washington e sull'evoluzione della situazione umanitaria.