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Gaza: Netanyahu e Kushner discutono disarmo Hamas e piano di pace

AUTORE: Redazione Novrium //
Gaza: Netanyahu e Kushner discutono disarmo Hamas e piano di pace
L'inviato statunitense Jared Kushner ha incontrato il premier israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme per discutere del piano di pace per Gaza, con focus sul disarmo completo di Hamas prima di qualsiasi ricostruzione. Durante il colloquio, Kushner ha sottolineato l'importanza di smilitarizzare la Striscia e ha espresso fiducia nel processo, nonostante le diffidenze israeliane verso Hamas.

Il vertice si è tenuto nel giorno delle primarie del Likud, il partito di Netanyahu, che ha reso il contesto politico particolarmente sensibile. Il premier israeliano ha concordato l'istituzione di due gruppi di lavoro: uno sul disarmo e smilitarizzazione di Gaza, l'altro sui servizi igienico-sanitari. Tuttavia, Israele resta scettico sulla reale volontà di Hamas di deporre le armi, come dimostrato dai video di proteste con armi leggere e pesanti visibili sui social.

Trump ha chiesto ad Israele di evitare attacchi a Gaza, sostenendo che Hamas abbia accettato di deporre le armi. Tuttavia, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha espresso posizioni estremiste, proponendo "eliminazioni mirate" di 30-40 persone ogni notte nella Striscia. Le dichiarazioni sono state condannate sia internamente che esternamente, ma riflettono le tensioni interne al governo israeliano.

Nel frattempo, l'Iran ha annunciato di aver raggiunto un accordo con l'Oman sullo Stretto di Hormuz, mentre Trump ha minacciato di "bombardare" l'Oman se ostacolerà i piani americani. Il presidente statunitense ha anche rafforzato la sua posizione sulle armi nucleari iraniane, sostenendo che l'Iran non dovrà mai possederne. Il conflitto regionale si intensifica, con attacchi di droni e tensioni tra Stati Uniti e Iran.

Il piano di pace, nonostante le difficoltà, continua a essere un obiettivo per gli Stati Uniti, con Kushner che ha sottolineato la possibilità di progressi in 30 giorni. Tuttavia, la mancanza di fiducia tra le parti e le pressioni interne israeliane rendono il percorso verso la stabilità estremamente complesso.