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Emma Bonino, leader radicale e difensore dei diritti, è morta a 78 anni

AUTORE: Redazione Novrium //
Emma Bonino, leader radicale e difensore dei diritti, è morta a 78 anni
Emma Bonino, storica leader del movimento radicale e figura centrale nel dibattito politico italiano, è morta a Roma all’età di 78 anni. La notizia è stata annunciata da Più Europa, il partito che guidava, dopo una crisi respiratoria che l’aveva portata all’ospedale Santo Spirito. La sua scomparsa ha suscitato un grande dolore nel mondo della politica e dei diritti civili.

Nata a Bra nel 1948, Bonino si è distinta fin dagli anni '70 per le sue battaglie per l’aborto legale e il divorzio, due temi che hanno plasmato la storia repubblicana italiana. Con Adele Faccio, ha fondato il Cisa, un’organizzazione che ha sostenuto le donne in difficoltà, e si è autodenunciata per procurato aborto, un atto di disobbedienza civile che ha gettato le basi per la legge 194 del 1978. La sua lotta per i diritti civili non si è mai fermata, estendendosi a campagne internazionali per l’abolizione della pena di morte, la lotta alla fame nel mondo e la difesa dei diritti umani.

In politica, Bonino ha ricoperto numerosi incarichi, tra cui ministro degli Esteri nel 2013 e commissaria europea per gli aiuti umanitari. Ha guidato il Partito Radicale e, più recentemente, il movimento +Europa, promuovendo un’Europa unita e federalista. La sua visione ha sempre sposato la libertà individuale, lo Stato di diritto e la giustizia internazionale, battendosi anche per l’istituzione della Corte penale internazionale.

La sua vita è stata segnata da una lotta costante contro ogni forma di autoritarismo e per l’autodeterminazione delle donne. Anche durante la malattia, ha continuato a impegnarsi, nonostante il tumore al polmone diagnosticato nel 2015. La sua morte lascia un vuoto nel panorama politico italiano, ma il suo eredità di coraggio e coerenza rimarrà un faro per le battaglie future.