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Delmastro e il giallo dei contanti con il clan Caroccia

AUTORE: Redazione Novrium //
Delmastro e il giallo dei contanti con il clan Caroccia
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro si trova al centro di un'indagine per presunti legami con il clan Senese, legato alla famiglia Caroccia, attualmente in carcere per reati mafiosi. La vicenda ha scatenato un dibattito politico, con le opposizioni che chiedono le sue dimissioni e la Commissione Antimafia che valuta un'audizione. Delmastro, che aveva una quota nella società 'Le 5 Forchette Srl', ha ceduto le sue azioni dopo aver appreso della condanna del padre della figlia Miriam, amministratrice unica della società.

La società, fondata nel dicembre 2024 a Biella, aveva come soci altri esponenti di Fratelli d'Italia, tra cui la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino. La Bisteccheria d'Italia, ristorante gestito dalla famiglia Caroccia, è stato oggetto di numerose immagini che ritraggono Delmastro in compagnia di Mauro Caroccia e di altri personaggi. Le foto, pubblicate da diversi media, hanno alimentato le polemiche, soprattutto dopo che il sottosegretario ha ceduto le quote in modo apparentemente artificioso tramite una società controllata direttamente da lui.

Le opposizioni accusano Delmastro di non aver agito con la dovuta attenzione, sottolineando che la figlia di Mauro Caroccia, all'epoca 18enne, era amministratrice unica della società. La premier Giorgia Meloni ha riconosciuto che il sottosegretario è stato 'leggero' ma ha escluso qualsiasi connivenza, attribuendo la diffusione della notizia a una 'manina' che mira a influenzare il referendum sulla giustizia. La Procura di Roma sta indagando su possibili casi di riciclaggio e intestazione fittizia di beni, estendendo l'indagine anche a altre società legate alla famiglia Caroccia.

Il caso ha messo in luce le complessità delle relazioni tra politica e affari, con Delmastro che si difende sottolineando la sua battaglia antimafia. Tuttavia, le immagini e le procedure societarie sospette hanno alimentato dubbi sull'etica e la trasparenza delle sue azioni. La Commissione Antimafia dovrà ora valutare se procedere con un'audizione formale, mentre la politica italiana resta divisa su come affrontare la situazione.