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Caso Pizzaballa: Italia e Francia condannano l’accesso negato al Santo Sepolcro

AUTORE: Redazione Novrium //
Caso Pizzaballa: Italia e Francia condannano l’accesso negato al Santo Sepolcro
La polizia israeliana ha impedito al cardinale Pierbattista Pizzaballa e a monsignor Francesco Ielpo di entrare nel Santo Sepolcro di Gerusalemme per celebrare la Domenica delle Palme, suscitando reazioni di condanna a livello internazionale. Il Patriarcato di Gerusalemme ha definito la decisione "manifestamente irragionevole e sproporzionata", sottolineando l'importanza del luogo sacro per la cristianità. La premier italiana Giorgia Meloni ha espresso vicinanza al cardinale, definendo l'atto un'"offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa".

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti, mentre il vicepremier Matteo Salvini ha definito la situazione "inaccettabile e offensiva". Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato che la decisione "mina un principio fondamentale: la libertà religiosa". Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato l’azione israeliana, esprimendo sostegno al patriarca e al custode della Terra Santa.

L’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, ha giustificato il blocco con motivi di sicurezza, spiegando che Gerusalemme era chiusa per un mese a causa di minacce missilistiche. Ha precisato che il cardinale era stato avvertito, ma ha deciso comunque di recarsi al Santo Sepolcro. La posizione israeliana è stata però criticata come "arrogante e inaccettabile" da esponenti del Partito Democratico, che hanno parlato di "violenza cieca" del governo di Tel Aviv.

Le reazioni hanno messo in luce le tensioni intorno al rispetto dello status quo dei luoghi santi. Il Patriarcato di Gerusalemme ha sottolineato che la decisione rappresenta una "estrema violazione dei principi di ragionevolezza e libertà di culto". L’evento ha suscitato preoccupazione per l’impatto sulle celebrazioni pasquali e sulla libertà di movimento dei rappresentanti religiosi, con richieste di chiarezza e rispetto delle tradizioni cristiane a Gerusalemme.