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Australia rifiuta ritorno di 34 cittadini legati all'IS

AUTORE: Redazione Novrium //
Australia rifiuta ritorno di 34 cittadini legati all'IS
L'Australia ha deciso di non ripatriare 34 donne e bambini che hanno legami con il gruppo terroristico dell'IS. Il primo ministro Anthony Albanese ha confermato che il governo non fornirà alcun supporto per il loro ritorno. Il gruppo, composto da 11 famiglie, era stato respinto dalle autorità siriane a Damasco a causa di problemi procedurali.

Il governo australiano ha valutato che uno dei membri del gruppo rappresenta un rischio per la sicurezza e gli è stato quindi negato il ritorno in Australia. Il ministro degli Affari Interni, Tony Burke, ha confermato che è stata emessa un'ordinanza di esclusione temporanea per questo individuo, su consiglio delle agenzie di sicurezza.

Il primo ministro Albanese ha sottolineato che il governo non ha alcuna intenzione di aiutare il gruppo a tornare in Australia, sostenendo che si tratta di persone che hanno scelto di unirsi a un'ideologia brutale e reazionaria. Ha inoltre affermato che se qualcuno del gruppo dovesse riuscire a tornare in Australia senza l'aiuto del governo, potrebbe essere perseguito per aver violato la legge australiana.

La decisione del governo australiano è stata criticata da alcuni, che sostengono che il governo abbia l'obbligo morale di ripatriare i cittadini australiani, anche se hanno legami con il gruppo IS. Tuttavia, il governo australiano ha ribadito la sua posizione, sostenendo che non intende mettere a rischio la sicurezza nazionale.

Il caso ha sollevato questioni sulla responsabilità dei governi nei confronti dei cittadini che si uniscono a gruppi terroristici all'estero. Molti paesi, tra cui la Francia, i Paesi Bassi e il Regno Unito, hanno rifiutato di ripatriare la maggior parte dei loro cittadini detenuti in Siria.

La situazione dei bambini coinvolti è particolarmente preoccupante, poiché crescono in un ambiente dove sono esposti a idee e ideologie pericolose. Il direttore del campo di al-Roj, Hakmiyeh Ibrahim, ha lanciato un appello a tutti i paesi che hanno cittadini detenuti nel campo, chiedendo loro di ripatriare i loro cittadini e di prendersi cura dei bambini.

La decisione del governo australiano di non ripatriare il gruppo ha sollevato un dibattito sulla responsabilità dei governi nei confronti dei cittadini che si uniscono a gruppi terroristici all'estero e sulle conseguenze per i bambini coinvolti.