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Archiviazione accuse a Berlusconi e Dell'Utri per le stragi del 1993

AUTORE: Redazione Novrium //
Archiviazione accuse a Berlusconi e Dell'Utri per le stragi del 1993
Dopo oltre trent'anni di indagini, il Tribunale di Firenze ha archiviato le accuse a Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri nel caso delle stragi mafiose del 1993. Il gip Patrizia Martucci ha stabilito che non esistono elementi concreti per collegare i due uomini politici alla strategia terroristica di Cosa Nostra. Si tratta della sesta archiviazione in una vicenda che ha visto coinvolto il fondatore di Forza Italia e il suo stretto collaboratore.

La decisione ha suscitato reazioni intense, soprattutto da parte di Marina Berlusconi, che ha definito l'inchiesta un «teorema giudiziario costruito con il fango del pregiudizio». La presidente di Fininvest ha sottolineato come il caso abbia alimentato sospetti e campagne di delegittimazione contro suo padre, senza produrre prove concrete. Secondo lei, l'archiviazione conferma la totale estraneità di Berlusconi e Dell'Utri alle stragi, che sarebbero state attribuite a loro per fini politici.

Il vicepremier Antonio Tajani ha criticato l'«accanimento» della magistratura verso il fondatore di Forza Italia, sottolineando la lentezza della giustizia italiana. La decisione, firmata nel gennaio 2026, è stata resa pubblica solo ora, suscitando domande sulla tempistica. Marina Berlusconi ha chiesto una riforma della giustizia, denunciando l'assenza di responsabilità civile dei magistrati e l'uso strumentale delle accuse per influenzare la politica.

L'archiviazione pone fine a un'indagine che aveva ipotizzato un legame tra le stragi e l'ascesa di Forza Italia. Tuttavia, alcuni familiari delle vittime, come Luigi Dainelli dell'Associazione Georgofili, hanno espresso dubbi sulla completezza della verità, sostenendo che i mandanti occulti non siano stati identificati. La presidente Giorgia Meloni ha invece sottolineato la «verità storica incontrovertibile» dell'assoluta inesistenza di rapporti tra Berlusconi e la mafia.