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Amnesty denuncia Israele per pulizia etnica in Cisgiordania

AUTORE: Redazione Novrium //
Amnesty denuncia Israele per pulizia etnica in Cisgiordania
Amnesty International ha rilasciato un rapporto che accusa Israele di condurre una campagna di pulizia etnica contro le comunità beduine e di pastori nella Cisgiordania occupata. L'organizzazione sostiene che le autorità israeliane stiano accelerando l'annessione del territorio attraverso sfollamenti forzati, violenze dei coloni e misure per ridurre la presenza palestinese nell'Area C. Secondo il documento, tra il 2023 e il 2025, 27 comunità sono state costrette a lasciare le proprie terre o sono a rischio di spostamento.

Il rapporto evidenzia che le azioni degli insediamenti non sono il risultato di estremisti individuali, ma fanno parte di una strategia statale mirata. Tra i casi citati, il villaggio di Zanuta ha subito attacchi violenti da parte dei coloni, inclusi saccheggi e danni ai terreni agricoli. Malgrado le segnalazioni alle autorità israeliane, nessun intervento è stato effettuato per proteggere i residenti.

L'organizzazione ha inoltre sottolineato che il governo israeliano ha ignorato ordinanze della Corte Suprema per garantire la sicurezza dei palestinesi. Nel 2024 e 2025, i giudici avevano richiesto misure per proteggere i villaggi, ma le forze israeliane non hanno agito. Al contrario, i coloni hanno ricevuto supporto statale per intensificare le violenze, come dimostrato dall'evento in cui ministri estremisti hanno distribuito armi a insediamenti.

Il rapporto chiede all'azione internazionale di fermare la distruzione delle comunità palestinesi e l'annessione della Cisgiordania. Negli ultimi mesi, il governo israeliano ha approvato 34 nuovi insediamenti illegali, portando il totale a 103 dal 2022. La situazione si è aggravata con l'escalation delle violenze dopo la guerra in Gaza.