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Nuovo accordo commerciale UE-Australia: tagli alle tariffe e accordo di difesa

AUTORE: Redazione Novrium //
Nuovo accordo commerciale UE-Australia: tagli alle tariffe e accordo di difesa
L'Unione Europea e l'Australia hanno siglato un accordo commerciale storico che ridurrà la maggior parte delle tariffe sui prodotti esportati, aprendo nuove opportunità per i settori agricolo, alimentare e industriale. Il deal, frutto di otto anni di negoziati, prevede l'eliminazione delle tariffe europee su prodotti come vino, frutta, verdura, olio d'oliva, pesce, latte e cereali, mentre l'Australia rimuoverà il 5% di tariffa sugli importi di automobili e beni di lusso.

Il tema dei nomi dei prodotti alimentari ha suscitato dibattiti. Gli allevatori australiani potranno continuare a utilizzare il termine 'prosecco' per il mercato interno, ma dovranno eliminarlo entro dieci anni per le esportazioni. Anche nomi come 'parmigiano' rimarranno consentiti, mentre 'feta' e altri formaggi saranno soggetti a periodi di transizione. Il settore della carne ha espresso preoccupazioni per le quote limitate di esportazione, con il 30.600 tonnellate annue di manzo autorizzate, ben al di sotto delle richieste iniziali.

L'accordo include anche un'intensificazione della cooperazione difensiva, con focus su sicurezza marittima, cyber, terrorismo e tecnologie avanzate. Entrambe le parti hanno sottolineato l'importanza di ridurre la dipendenza economica da Paesi terzi e di costruire un sistema commerciale basato su regole trasparenti. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha definito il deal un 'equilibrio perfetto' per entrambi gli schieramenti.

Il pacto prevede anche la collaborazione su materiali critici come litio e tungsteno, fondamentali per la produzione di tecnologie moderne. Il premier australiano Anthony Albanese ha descritto l'accordo come un 'momento decisivo' per il rapporto tra i due blocchi, sottolineando i benefici per i consumatori e le imprese. Tuttavia, i produttori di carne australiani hanno criticato le quote ritenute insufficienti, definendo il deal il peggiore mai stipulato.