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Descalzi: Sospendere il bando sul gas russo e rivedere l'ETS

AUTORE: Redazione Novrium //
Descalzi: Sospendere il bando sul gas russo e rivedere l'ETS
L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha lanciato un appello per sospendere il bando sul gas russo che scatterà nel 2027, sottolineando la necessità di adottare misure pragmatiche per affrontare le crisi energetiche. Durante un intervento alla Scuola di formazione della Lega a Roma, Descalzi ha evidenziato che il blocco delle importazioni di 20 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto dalla Russia potrebbe compromettere la sicurezza energetica europea. Ha proposto di rivedere l'ETS, la tassa sull'industria pesante, per evitare di ulteriormente penalizzare un settore già provato dal costo dell'energia.

Il manager ha messo in guardia sull'importanza della situazione nel Golfo di Hormuz, definendola l'evento più rilevante degli ultimi 40 anni. Ha spiegato che la ridotta offerta di petrolio e prodotti derivati ha creato un'insufficiente capacità di raffinazione in Europa, con conseguenti rischi di approvvigionamento. «L'Europa consuma 60 milioni di tonnellate di jet fuel, ne importa il 35%», ha sottolineato, aggiungendo che la mancanza di raffinerie nazionali rende critica la disponibilità di carburanti.

Descalzi ha anche evidenziato la necessità di diversificare le fonti energetiche e di rafforzare il mercato unico del gas. «Le rinnovabili vanno bene, ma a complemento», ha affermato, sottolineando che il gas rimane essenziale per la flessibilità della rete elettrica. Ha criticato l'assenza di un piano europeo di sicurezza energetica e ha chiesto una maggiore cooperazione internazionale per risolvere le tensioni nei mercati globali.

Il discorso di Descalzi arriva in un momento di crisi, con 600 stazioni di servizio in Italia che hanno registrato l'esaurimento del gasolio. Ha accusato l'Europa di non aver previsto le emergenze, evidenziando la dipendenza dall'estero per la produzione di materie prime. «Senza capacità di raffinazione, rischiamo di non poter rispondere alle esigenze», ha concluso, chiedendo un approccio più ragionevole per affrontare le sfide energetiche globali.