Novrium Logo NOVRIUM_
> Seguici su
HOME TRENDS CHI_SIAMO CERCA

Crisi nello Stretto di Hormuz: traffico navale in calo dopo nuovi attacchi Usa-Iran

AUTORE: Redazione Novrium //
Crisi nello Stretto di Hormuz: traffico navale in calo dopo nuovi attacchi Usa-Iran
Lo Stretto di Hormuz, uno dei punti di passaggio più critici per il commercio globale, è entrato in crisi dopo nuovi scontri tra Stati Uniti e Iran, con il traffico navale ridotto al minimo. Secondo i dati di Lloyd’s List Intelligence, nessuna nave di grandi dimensioni ha attraversato lo stretto seguendo il percorso coordinato dagli Stati Uniti dal 7 luglio, mentre il traffico via la rotta omanita è quasi cessato. Solo cinque navi sono state registrate mercoledì, rispetto alle 45 di lunedì, con preoccupazioni per l’approvvigionamento energetico globale.

La situazione si è aggravata dopo gli attacchi reciproci tra le forze americane e iraniane, con l’Iran che ha riferito di esplosioni nel sud del Paese e gli Stati Uniti che hanno colpito obiettivi iraniani. Il governo americano ha annunciato che continuerà a rispondere agli attacchi alle navi nello stretto, mentre l’Iran ha accusato gli Stati Uniti di violare gli accordi di pace. La tensione ha colpito i mercati energetici, con i prezzi del petrolio che rimangono stabili ma con previsioni di aumento a causa delle scorte in calo.

Il conflitto ha ripercussioni dirette sulle rotte commerciali, con il 20% delle importazioni di petrolio e gas del mondo che transitano attraverso lo stretto. Dopo un accordo temporaneo per riaprire il passaggio, il traffico aveva raggiunto un picco di 72 navi il 24 giugno, ma le nuove tensioni hanno ridotto nuovamente i movimenti. L’Iran insiste sul controllo delle rotte, mentre gli Stati Uniti e i loro alleati sostengono la libertà di navigazione, creando un dibattito internazionale su sovranità e sicurezza marittima.

Gli effetti economici si estendono oltre il petrolio, con i prezzi del diesel che crescono a causa della ridotta produzione in Medio Oriente e in Russia. I mercati asiatici hanno reagito con aumenti delle borse, mentre i prezzi del petrolio restano sotto pressione. Gli analisti prevedono un ulteriore rialzo nei prossimi mesi, con il Brent che potrebbe superare i 90 dollari al barile, alimentando preoccupazioni per l’inflazione globale e la stabilità economica.