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Crisi nel trasporto merci ferroviario: richiesta di sostegno e resilienza

AUTORE: Redazione Novrium //
Crisi nel trasporto merci ferroviario: richiesta di sostegno e resilienza
Il settore del trasporto ferroviario merci italiano ha registrato una contrazione significativa nel 2025, con quasi due milioni di chilometri/treno persi rispetto al 2024. I volumi di traffico sono diminuiti dell'8% rispetto al 2022, mentre la capacità della rete è stata ridotta della metà a causa dei cantieri legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Secondo Giuseppe Rizzi, direttore generale di Fermerci, l'associazione che rappresenta 80 aziende del settore, i lavori in corso hanno causato interruzioni soprattutto durante le ore notturne, quando viaggiano i treni merci.

Il problema si è aggravato con il calo del 2,5% nel numero di treni intermodali che collegano i porti alla rete ferroviaria, un nodo cruciale per l'Italia come piattaforma mediterranea. Le tensioni geopolitiche, tra cui la crisi di Suez e gli effetti della guerra in Ucraina, hanno ulteriormente complicato i flussi commerciali. Inoltre, i costi energetici per la trazione ferroviaria sono schizzati del 320% nel 2022, esponendo il settore a ulteriori fragilità.

Nonostante le difficoltà, le imprese hanno dimostrato resilienza aumentando la capacità dei treni con carichi più pesanti. Tuttavia, l'approccio tedesco alla manutenzione ferroviaria, con chiusure prolungate di linee chiave, rischia di peggiorare la situazione. I cantieri in Italia, gestiti principalmente di notte, non hanno isolato intere aree, ma l'incertezza sulle conseguenze dei lavori tedeschi sull'asse Reno-Alpi preoccupa il settore.

Rizzi ha sottolineato la necessità di interventi mirati per sostenere il comparto, evidenziando l'importanza di un coordinamento internazionale. Il vicepremier Matteo Salvini ha avviato colloqui con il governo tedesco per mitigare gli impatti sulle rotte commerciali, ma il futuro rimane incerto. Il PNRR prevede la conclusione dei lavori entro il 2027, ma i ritardi tedeschi potrebbero annullare i benefici degli investimenti italiani.