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Crisi carburante: Ryanair prevede scorte fino a maggio, ma incertezze per il futuro

AUTORE: Redazione Novrium //
Crisi carburante: Ryanair prevede scorte fino a maggio, ma incertezze per il futuro
La guerra in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz hanno scatenato una crisi del carburante che sta mettendo a dura prova le compagnie aeree europee. Ryanair, la più grande low cost del continente, ha garantito scorte di cherosene fino alla fine di maggio, ma il direttore esecutivo Michael O'Leary ha avvertito che dopo questa data non ci sono certezze. «Le compagnie petrolifere non garantiscono l'approvvigionamento per giugno», ha dichiarato, sottolineando che il rischio di interruzioni potrebbe interessare il 10-20% delle forniture se la situazione si prolungasse.

Secondo O'Leary, la Gran Bretagna è l'area più esposta, in quanto dipende dal Kuwait per il combustibile. Gli altri paesi europei, invece, potrebbero evitare problemi grazie a fonti alternative come Norvegia, Africa Occidentale, Stati Uniti e Russia. Tuttavia, il manager ha messo in guardia contro l'instabilità: «Se la guerra finisse domani, ci vorrebbero mesi per tornare alla normalità». Il prezzo del petrolio, attualmente a 150 dollari al barile, potrebbe costare a Ryanair 600 milioni di dollari l'anno, con un aumento di 50 milioni solo in aprile.

Lufthansa ha già annunciato la cancellazione di 20mila voli fino a ottobre, mentre O'Leary ha previsto che compagnie come Wizz Air e Air Baltic potrebbero fallire entro settembre. «Sarebbe un'ottima cosa per il nostro business», ha commentato, senza nascondere la competizione. Il direttore ha anche attaccato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, accusandolo di gestire male la situazione in Medio Oriente e di mantenere i prezzi dei carburanti alti. «Finché Trump continuerà così, i costi rimarranno insostenibili», ha affermato.

O'Leary ha chiesto all'Unione Europea di ridurre o abolire l'Ets, il sistema di compensazione delle emissioni di CO2, definendolo «una perdita di tempo». Ha criticato anche i commissari UE, che, secondo lui, si concentrano su questioni secondarie come i bagagli a mano invece che su temi cruciali. Il manager ha inoltre annunciato l'estensione del suo contratto fino al 2032, sperando che il prossimo presidente americano non ripeta gli errori di Trump. La situazione resta incerta, con il settore aereo che cerca di navigare tra crisi energetiche e pressioni economiche.