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Tragedia ad Anguillara: genitori di Carlomagno si tolgono la vita dopo il femminicidio

AUTORE: Redazione Novrium //
Tragedia ad Anguillara: genitori di Carlomagno si tolgono la vita dopo il femminicidio
La comunità di Anguillara è stata scossa da una terribile tragedia. I genitori di Claudio Carlomagno, Pasquale e Maria, si sono tolti la vita nella loro abitazione dopo che il figlio aveva confessato di aver ucciso la moglie Federica Torzullo. La notizia del suicidio dei genitori è stata data a Claudio Carlomagno mentre era in carcere a Civitavecchia, dove si trova da una settimana con l'accusa di aver ucciso la moglie con più di venti coltellate e di aver sotterrato il corpo in un terreno accanto all'azienda di famiglia.

Il difensore di Claudio Carlomagno, l'avvocato Andrea Miroli, ha riferito che il suo assistito è stato messo sotto sorveglianza a vista dopo aver appreso la notizia della morte dei genitori. L'avvocato ha anche aggiunto che il pensiero va non solo al suo assistito, ma anche al figlio di dieci anni che in pochi giorni ha perso la mamma, i nonni e per molto tempo il padre.

I genitori di Claudio Carlomagno avevano lasciato una lettera per l'altro figlio, Davide, nella quale spiegavano le ragioni del loro gesto. La lettera è stata trovata nell'abitazione di Davide, che aveva contattato una zia dopo aver ricevuto la notizia della scomparsa dei genitori. La zia aveva allertato il 118 e i carabinieri avevano trovato i corpi dei coniugi impiccati nella loro abitazione.

Le indagini sono ancora in corso per chiarire le zone d'ombra nella confessione di Claudio Carlomagno e per escludere eventuali responsabilità di altre persone nelle fasi successive al femminicidio. I carabinieri hanno effettuato rilievi nell'abitazione della coppia e hanno sequestrato i messaggi lasciati dai coniugi.

La comunità di Anguillara è sotto shock per la tragedia e molti abitanti hanno espresso il loro sgomento e la loro solidarietà alla famiglia. Il sindaco di Anguillara, Angelo Pizzigallo, ha sottolineato che «davanti a tragedie così grandi, le parole faticano a trovare spazio».

La vicenda ha anche sollevato questioni sulla pressione mediatica e sul suo impatto sulle famiglie delle vittime. L'avvocato Miroli ha sottolineato che «dovremmo forse tutti esercitarci in una pedagogia collettiva affinché certe vicende non straripino dai confini prettamente giuridici».