Novrium Logo NOVRIUM_
> Seguici su
HOME TRENDS CHI_SIAMO CERCA

Soldato israeliano danneggia statua di Gesù in Libano: condanne e indagine

AUTORE: Redazione Novrium //
Soldato israeliano danneggia statua di Gesù in Libano: condanne e indagine
Un soldato dell'esercito israeliano è stato fotografato mentre danneggiava una statua di Gesù in un villaggio del sud del Libano, causando forti reazioni da parte delle autorità israeliane e locali. L'immagine, condivisa sui social media, mostra il militare che colpisce la testa di una statua di Cristo caduta da un crocifisso, situata in un giardino di una famiglia nel villaggio di Debel. Il prete Fadi Falfel ha descritto l'atto come una 'profanazione' dei simboli religiosi cristiani, sottolineando il trauma provato dalla comunità. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha condannato l'azione come 'shameful and disgraceful', esprimendo scuse per l'offesa subita dai cristiani.

L'incidente è avvenuto durante il conflitto tra Israele e Hezbollah, un gruppo armato sostenuto dall'Iran, che ha visto l'invasione israeliana del sud del Libano. Nonostante un cessate il fuoco negoziato dagli Stati Uniti, le forze israeliane mantengono il controllo su aree strategiche, limitando la libertà di movimento dei residenti. Il villaggio di Debel, uno dei pochi dove i civili hanno mantenuto la residenza, è stato colpito da restrizioni e distruzioni, con il comando israeliano che ha emesso mappe per delimitare aree di accesso.

L'IDF (Forze di Difesa israeliane) ha confermato l'autenticità dell'immagine e ha avviato un'indagine, sottolineando che l'atto è incoerente con i valori delle truppe. Il ministro Saar ha garantito misure severe contro i responsabili, mentre il comando nordico dell'esercito ha annunciato l'adozione di 'misure appropriate'. La comunità locale, però, denuncia ancora la mancanza di libertà e la persistente tensione, nonostante il cessate il fuoco.

Il caso ha suscitato dibattiti internazionali sulla gestione dei simboli religiosi in contesti di conflitto. I residenti di Debel, circondati da zone di guerra, chiedono maggiore protezione e accesso alle proprie abitazioni. L'occupazione israeliana, sebbene parzialmente ridotta, continua a influenzare la vita quotidiana, con il rischio di ulteriori incidenti in un'area già segnata da violenze e instabilità.