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Operai indiani sfruttati nel cantiere del Consolato Usa a Milano

AUTORE: Redazione Novrium //
Operai indiani sfruttati nel cantiere del Consolato Usa a Milano
Un'indagine ha rivelato che operai indiani sono stati sfruttati nel cantiere della costruzione del Consolato Usa a Milano, con paghe inferiori alla soglia di povertà e condizioni di lavoro degradanti. Il pm Paolo Storari ha disposto un controllo giudiziario urgente per il colosso americano Caddell Construction, accusato di caporalato e para-schiavismo. I lavoratori, reclutati in India attraverso intermediari, dovevano pagare 5mila euro per ottenere il visto e il lavoro, finendo in un debito che li rendeva schiavi delle condizioni imposte.

Secondo le indagini, gli operai lavoravano 12 ore al giorno, con stipendi medi di 1,50 euro l'ora, e venivano costretti a pagare alloggio e vitto, lasciando loro appena 150 euro al mese. Le minacce di licenziamento e rimpatrio in India rendevano impossibile ribellarsi. Il pm ha definito la situazione un 'para-schiavismo', con violazioni sistematiche della normativa sul lavoro e dei diritti dei lavoratori.

Il progetto del Consolato, iniziato nel 2022 e costato 200 milioni di dollari, ha visto l'impiego di circa 400 operai, molti dei quali indiani. Le testimonianze rivelano un meccanismo criminale che inizia già in India, dove gli intermediari promettono stipendi dignitosi, ma i lavoratori finiscono schiavizzati una volta in Italia. La Caddell Construction è ora sotto controllo giudiziario, con un commissario italiano incaricato di regolarizzare la situazione.

Le autorità hanno evidenziato la complessità del caso, dato che l'azienda è americana e il Consolato è un'entità estera. Tuttavia, le accuse di sfruttamento e violazioni delle leggi italiane hanno portato a misure di controllo estremo, con l'obiettivo di porre fine a un sistema che ha sfruttato centinaia di lavoratori per anni.