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Morte per ricina: perquisizioni e interrogatori per Gianni Di Vita

AUTORE: Redazione Novrium //
Morte per ricina: perquisizioni e interrogatori per Gianni Di Vita
L'ex sindaco del Molise Gianni Di Vita è stato sottoposto a nuove perquisizioni nei suoi studi professionali, mentre continua l'indagine sull'avvelenamento delle due donne, sua moglie Antonella e sua figlia Sara, avvenuto a dicembre 2025. Durante le operazioni, gli investigatori hanno sequestrato una borsa della moglie, ritenuta utile per ricostruire la sua vita e le sue relazioni.

Di Vita, non iscritto nel registro degli indagati, ha visitato la questura di Campobasso per la terza volta in un giorno. Ha firmato i verbali delle perquisizioni e ha consegnato due computer per l'analisi dei dati. Gli accertamenti riguardano anche eventuali ricerche online relative alla ricina e i rapporti con familiari e amici delle vittime.

Le perquisizioni, disposte dopo l'acquisizione di nuovi elementi, hanno interessato gli studi di Di Vita a Campobasso e Pietracatella. L'avvocato del commercialista ha precisato che le attività investigative riguardavano anche immobili della famiglia, non solo quelli di Gianni. La famiglia si è dichiarata disponibile a collaborare con gli inquirenti.

Gli investigatori stanno analizzando i dispositivi elettronici sequestrati, con un focus su documenti, chat, email e posizioni dei dispositivi. La Procura di Larino ha dato un termine di 60 giorni per completare l'indagine, con possibilità di proroga. Il caso resta al centro dell'attenzione, con l'obiettivo di scoprire la verità sulle morti avvelenate.