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La 'Regina della Ketamina' condannata a 15 anni per la morte di Matthew Perry

AUTORE: Redazione Novrium //
La 'Regina della Ketamina' condannata a 15 anni per la morte di Matthew Perry
Jasveen Sangha, soprannominata la 'Regina della Ketamina', è stata condannata a 15 anni di carcere per aver fornito la droga che ha causato la morte dell'attore Matthew Perry nel 2023. La 42enne si era dichiarata colpevole di cinque capi d'accusa, tra cui la distribuzione di ketamina con conseguenze letali. Il giudice Sherilyn Peace Garnett ha sottolineato la mancanza di rimorso da parte di Sangha, che aveva gestito un'elaborata rete di spaccio rivolta a clienti di alto livello.

L'indagine ha rivelato che Sangha, residente a North Hollywood, aveva un 'stash house' dove immagazzinava e distribuiva ketamina, metanfetamine e altre sostanze. Durante una perquisizione, le autorità hanno sequestrato decine di fiale di ketamina e migliaia di pillole. La donna aveva anche venduto droga a Cody McLaury, morto nel 2019 a causa di un'overdose. Perry, trovato morto nella vasca idromassaggio della sua casa di Los Angeles, aveva subito l'effetto letale della ketamina, un anestetico che deve essere somministrato solo sotto controllo medico.

I familiari di Perry hanno espresso dolore e rabbia, chiedendo la massima pena. La matrigna Debbie Perry ha descritto Sangha come una donna senza cuore che ha causato danni irreversibili. L'avvocato della donna, Mark Geragos, ha sostenuto che la colpa della morte di Perry fosse attribuibile alla sua dipendenza, non alla sua cliente. Sangha, detenuta dal 2024, aveva chiesto una condanna più lieve, ma i pubblici ministeri hanno insistito sulla gravità dei suoi atti.

Il caso ha coinvolto altre quattro persone, tra medici e l'assistente di Perry, che hanno patteggiato la colpevolezza. Il medico Salvador Plasencia è stato condannato a 30 mesi, mentre altri hanno ricevuto pene più lievi. La sentenza di Sangha rappresenta il culmine di un'indagine durata due anni e mezzo, che ha messo in luce il traffico di droga legato alla dipendenza dell'attore. La donna ha espresso vergogna per le sue decisioni, riconoscendo di aver distrutto vite umane.