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La madre delle sorelle scomparse chiede di rivederle in carcere

AUTORE: Redazione Novrium //
La madre delle sorelle scomparse chiede di rivederle in carcere
La madre delle due sorelle scomparse, Valentina D'Acunto, ha espresso il desiderio di rivedere le figlie durante un colloquio in carcere. La donna, accusata di sequestro di persona aggravato insieme al marito e al compagno, ha dichiarato di voler stare con le bambine e di essere supportata dalle altre detenute. Il procuratore di Sulmona, Luciano D'Angelo, ha descritto le ragazze come segregate, sottolineando l'uso di schede telefoniche intestate a cittadini pakistani per comunicare con le figlie. L'indagine ha rivelato l'ipotesi di una rete di complici, con l'acquisto di dieci sim per nascondere le tracce del piano di allontanamento delle minori dalla casa famiglia. La nonna materna, Maria Mastroianni, ha espresso il suo sostegno alla figlia, accusando l'ex genero di aver alimentato una narrativa distorta. Gli interrogatori di garanzia per i tre indagati sono previsti per giovedì, con l'obiettivo di chiarire i rispettivi ruoli nella vicenda.

Le indagini hanno evidenziato l'uso di schede telefoniche acquistate con anagrafiche fittizie, che hanno portato i carabinieri al ritrovamento delle ragazze a Formia. La garante dei detenuti, Monia Scalera, ha descritto Valentina come provata ma circondata da un forte sostegno delle altre detenute. L'avvocato Enrico Mastantuono, che rappresenta i tre indagati, ha espresso sorpresa per l'epilogo, sottolineando l'amore e l'apprensione della madre per le figlie. La Procura ha ampliato le indagini, ipotizzando il coinvolgimento di altre persone nel piano di allontanamento delle minori, che sono ora collocate in una struttura protetta.

La nonna materna ha rilasciato dichiarazioni pubbliche, accusando l'ex genero di aver cercato di influenzare la situazione. Le bambine, ora in un ambiente sicuro, dovranno ricostruire i rapporti con i genitori, un processo che richiederà tempo. L'ipotesi di una fuga all'estero è stata avanzata, ma i carabinieri hanno seguito le tracce delle schede telefoniche per localizzare le ragazze. La madre, rinchiusa nel carcere di Sulmona, continua a chiedere di rivedere le figlie, mentre l'inchiesta si sviluppa con l'aggiunta di nuovi elementi.

L'attenzione si è concentrata sull'uso di schede telefoniche intestate a cittadini pakistani, che hanno permesso di tracciare il percorso delle ragazze. La Procura ha evidenziato l'uso di atti fraudolenti per convincere le minori a rimanere lontano dalla casa famiglia. La nonna e il marito hanno accompagnato le bambine a casa della zia, che è ora indagata a piede libero. L'avvocato ha riconosciuto la complessità della situazione, sottolineando l'importanza di ascoltare le voci delle bambine per scoprire la verità.