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Intercettazioni e prove nuove nell'indagine su Chiara Poggi

AUTORE: Redazione Novrium //
Intercettazioni e prove nuove nell'indagine su Chiara Poggi
Le nuove intercettazioni registrate nell'auto di Andrea Sempio hanno riacceso l'attenzione sull'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco. Nell'interrogatorio di quasi quattro ore alla Procura di Pavia, Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma le conversazioni registrate il 14 aprile 2025 mostrano un'autoconfessione parziale. In un soliloquio, Sempio avrebbe ammesso di aver visto il video tra Chiara e Alberto Stasi, descrivendo un'interazione con la vittima in cui lei gli rifiutava il contatto. Le parole, captate da una cimice, includono frasi come: «Non ci voglio parlare con te» e «Anche lui lo sa… perché ho visto dal suo cellulare».

La difesa di Sempio ha messo in dubbio la gravità delle intercettazioni, sostenendo che le trascrizioni potrebbero essere parziali o interpretate in modo impreciso. L'avvocato Liborio Cataliotti ha sottolineato che il cliente non avrebbe potuto confessare apertamente essendo già stato intercettato nel 2017. Tuttavia, la Procura ha presentato nuove prove, tra cui un'analisi del Dna sulle unghie di Chiara e un' impronta compatibile con le sue scarpe. La consulenza informatica ha inoltre rivelato che la cartella Albert.zip, contenente video della vittima, fu violata nonostante la password, con dati trasferiti su una chiavetta USB.

Il fratello di Chiara, Marco Poggi, ha smentito le accuse, affermando di non aver mai visto video intimi della sorella con Alberto Stasi. Tuttavia, le nuove indagini hanno aperto piste alternative, con l'ipotesi di un coinvolgimento di Marco Panzarasa, ex amico di Stasi. La famiglia Poggi, stanca delle continue indagini, ha ribadito la propria posizione: «La colpevolezza di Stasi e l'innocenza di Sempio sono sempre più evidenti». I genitori hanno espresso preoccupazione per la protezione della memoria di Chiara, evitando che il caso venga strumentalizzato.

Le accuse contro Sempio si basano anche sulla ricostruzione dell'omicidio, con l'ipotesi di un approccio sessuale seguito da un'aggressione. La Procura sostiene che Sempio abbia colpito Chiara con un martello a coda di rondine, lasciando tracce di sangue nella cucina della casa della nonna. La difesa, invece, sottolinea l'assenza di prove definitive e l'eventuale costruzione di un caso su elementi contestabili. Il caso rimane al centro dell'attenzione, con nuove evidenze che potrebbero modificare l'interpretazione del delitto dopo oltre un decennio.