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Indagini su Lavitola: buchi nelle chat e affari finanziari

AUTORE: Redazione Novrium //
Indagini su Lavitola: buchi nelle chat e affari finanziari
La Procura di Roma continua a indagare sull'attentato dell'ottobre 2025 a Sigfrido Ranucci, con nuovi sviluppi sulle comunicazioni tra l'ex editore Valter Lavitola e il giornalista. Gli inquirenti hanno scoperto presunti 'buchi' temporali nelle chat tra i due, sia prima che dopo l'esplosione dell'ordigno rudimentale davanti alla casa di Ranucci. Le analisi dei dispositivi sequestrati a Lavitola, in carcere come mandante dell'attentato, indicano cancellazioni sospette che potrebbero nascondere messaggi compromettenti.

Parallelamente, i pm della Dda, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, stanno approfondendo gli affari finanziari di Lavitola, in particolare il settore del carbon credit in Africa. Questo nuovo filone di indagine si aggiunge a quelle sulle comunicazioni, cercando di ricostruire con maggiore precisione i rapporti economici dell'imprenditore. La procura ha affidato le verifiche ai Nuclei investigativi dei carabinieri di Roma e Frascati.

Il Tribunale del Riesame ha confermato la custodia cautelare in carcere per Lavitola, con l'aggravante del metodo mafioso. L'avvocato Sergio Cola, difensore dell'imprenditore, ha annunciato un ricorso in Cassazione, sostenendo che l'ordinanza del gip non è fondata. Lavitola, reo confesso dell'attentato, aveva dichiarato di aver agito per proteggere Ranucci da presunti pericoli, ma gli inquirenti ritengono che il piano avesse obiettivi politici.

Le indagini hanno anche rivelato un progetto politico di Lavitola, che avrebbe voluto far diventare Ranucci un candidato per ottenere un ruolo di influence. Un'intercettazione del 2024 mostrava l'imprenditore che suggeriva al giornalista: «Tra due anni fai il Presidente». Il gip ha sottolineato che Ranucci non era a conoscenza del piano, ma era stato manipolato dall'amicizia con Lavitola, che aveva cercato di sfruttare la sua popolarità per i propri interessi.