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Due caschi blu uccisi in un'imboscata in Sud Sudan

AUTORE: Redazione Novrium //
Due caschi blu uccisi in un'imboscata in Sud Sudan
Due caschi blu delle Nazioni Unite sono stati uccisi in un'imboscata nel Sud Sudan, durante un attacco da parte di uomini armati non identificati. L'episodio è avvenuto mentre una pattuglia si dirigeva verso la città di Pajut, nello stato di Jonglei, una zona in cui si scontrano le forze governative e quelle dell'opposizione. Sette altre persone sono rimaste ferite, tra cui tre caschi blu, due agenti della polizia sud sudanese e due membri del personale civile.

La Missione delle Nazioni Unite nel Sud Sudan (Unmiss) ha immediatamente schierato una Forza di Reazione Rapida per garantire la sicurezza della zona e supportare l'emergenza. Anita Kiki Gbeho, capo dell'Unmiss, ha condannato l'attacco, definendolo inaccettabile: "Una violenza così letale contro il nostro personale impegnato a sostenere la pace nel Sud Sudan è inaccettabile". L'Onu ha chiesto un'indagine approfondita per identificare i responsabili.

Il Sud Sudan, paese tra i più poveri e corrotti al mondo, ha visto un peggioramento della situazione dopo il collasso dell'accordo di pace del 2018 tra il presidente Salva Kiir e l'ex vicepresidente Riek Machar, ora in arresto. Le tensioni sono aumentate dopo che i gruppi dell'opposizione hanno preso posti governativi a dicembre, portando a una controffensiva delle forze governative. L'ONU segnala un aumento del 100% degli attacchi contro operatori umanitari nel 2026 rispetto al 2025.

La comunità internazionale ha espresso preoccupazione per il rischio di un ritorno alla guerra civile. Gli Stati Uniti hanno chiesto un ritorno al dialogo tra le parti, sottolineando l'importanza di salvaguardare la pace nel paese. L'attacco ai caschi blu rappresenta un ulteriore segnale di instabilità in una regione già fragile, dove la violenza continua a minacciare la stabilità e la sicurezza dei civili.