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Donne e bambini legati allo Stato Islamico arrivano in Australia

AUTORE: Redazione Novrium //
Donne e bambini legati allo Stato Islamico arrivano in Australia
Un gruppo di 13 donne e bambini con presunti legami con lo Stato Islamico è atterrato in Australia, dopo anni trascorsi in campi di detenzione siriani. I viaggiatori, che hanno trascorso più di un decennio in condizioni estreme, sono arrivati in due aerei: uno a Melbourne e l'altro a Sydney. Le autorità australiane hanno annunciato che alcune delle donne potrebbero essere arrestate per reati legati al terrorismo e ai crimini contro l'umanità, come il commercio di schiavi.

Il gruppo include Kawsar Abbas, sua figlia Zeinab e Zahra Ahmed, con otto bambini, e Janai Safar, accompagnata dal figlio. Abbas, sposata con un uomo sospettato di aver sostenuto lo Stato Islamico attraverso una fondazione umanitaria, ha dichiarato di volere solo la sicurezza dei propri figli. Safar, ex infermiera australiana, aveva lasciato il Paese nel 2015 per unirsi a un combattente dell'ISIS.

Il governo australiano ha rifiutato di assistere al rimpatrio di questi individui, sottolineando che hanno scelto volontariamente di unirsi al gruppo terroristico. Le autorità hanno iniziato indagini su possibili crimini commessi durante il periodo di detenzione, tra cui violenze e sfruttamento. La polizia ha avvertito che chi ha commesso reati sarà perseguito con la massima severità.

L'attenzione si è concentrata anche sui bambini, che rappresentano due terzi del gruppo. Organizzazioni come Save the Children hanno richiesto un focus sul loro reinserimento, con programmi di recupero e supporto psicologico. Il ministro dell'Immigrazione, Tony Burke, ha affermato che i responsabili dei reati dovranno affrontare le conseguenze legali, mentre le autorità locali preparano piani per assistere i minori.