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Ben-Gvir indagato a Roma per abusi sulla Flotilla

AUTORE: Redazione Novrium //
Ben-Gvir indagato a Roma per abusi sulla Flotilla
La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati il ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben-Gvir per le presunte violenze commesse contro gli attivisti della Global Sumud Flotilla. L'inchiesta riguarda gli abusi subiti dagli oltre 430 partecipanti alla missione umanitaria, sequestrati in acque internazionali dalla Marina israeliana e portati in Israele. Ben-Gvir, visibilmente divertito, aveva schernito gli attivisti inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena nel porto di Ashdod, pronunciando frasi come «Welcome to Israel. Benvenuti in Israele. Qui comandiamo noi».

I fatti risalgono ai due abbordaggi in mare avvenuti a fine aprile e in maggio, quando le barche della Flotilla furono bloccate a ovest di Creta e a sud di Cipro. Gli attivisti, dopo essere stati detenuti su navi prigione e in un hangar militare, vennero trasferiti nel carcere di Ketziot prima dell'espulsione. Le testimonianze riferiscono di violenze fisiche, psicologiche e sessuali, tra cui l'uso di taser, proiettili di gomma e molestie. Alcune donne hanno denunciato di essere state private degli assorbenti e di aver subito aggressioni.

La procura ha aperto un'indagine per sequestro di persona, tortura e danneggiamento con pericolo di naufragio. Ben-Gvir, responsabile della polizia e della penitenziaria, è il primo indagato, ma sono in corso accertamenti su altre figure dell'establishment israeliano. La Fondazione Hind Rajab ha fornito una lista di nomi, tra cui il direttore del carcere di Ketziot e il comandante dell'unità Nachson. I magistrati, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, stanno raccogliendo testimonianze e documenti per completare l'indagine.

Gli avvocati della Flotilla hanno annunciato di integrare le denunce con ulteriori elementi, ipotizzando reati come tentato omicidio e violenza sessuale. La rogatoria inviata al ministero della Giustizia israeliano per ottenere documenti è ancora in attesa di risposta. L'inchiesta si estende anche all'assalto della prima Flotilla del 2025, con accuse di rapina e danneggiamento. Il caso ha suscitato scalpore internazionale, mettendo in luce le tensioni tra le attività umanitarie e le politiche di sicurezza israeliane.