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Attacchi coloni israeliani: violenza su giornalisti e diplomatici in Cisgiordania

AUTORE: Redazione Novrium //
Attacchi coloni israeliani: violenza su giornalisti e diplomatici in Cisgiordania
Gli attacchi da parte di coloni israeliani in Cisgiordania hanno raggiunto un livello estremo, con violenze che hanno colpito giornalisti e diplomatici stranieri. Secondo il rapporto dell'UNO, da settembre sono state registrate oltre 200 aggressioni, causando morti, feriti e danni ingenti agli alberi da olive. L'attacco più recente ha visto la fotoreporter Heidi Levine, 63 anni, aggredita da coloni mascherati, che l'hanno battuta per oltre 10 minuti, causandole fratture e ferite gravi. La sua telecamera, telefono e passaporto sono stati rubati.

Un altro episodio drammatico è avvenuto sabato, quando coloni armati di bastoni e sassi hanno attaccato una delegazione di diplomatici europei a Taybeh, distruggendo un finestrino di un veicolo belga e ferendo un giovane palestinese. Le reazioni internazionali sono state immediate: il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha espresso preoccupazione, mentre la Francia e l'UE hanno chiesto responsabilità. L'Israele ha lanciato l'operazione "Olive Leaf", arrestando 10 persone, un evento raro in questo contesto.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha espresso cautela, mettendo in dubbio le testimonianze e sostenendo che i fatti siano "incerti". Tuttavia, le prove video e le testimonianze di testimoni hanno reso difficile negare l'entità degli episodi. L'arresto di 10 coloni, inclusi alcuni legati a insediamenti illegali, è stato presentato come un passo significativo, ma molti osservatori sottolineano la mancanza di azioni strutturali per fermare la violenza sistemica.

Le organizzazioni umanitarie denunciano l'impunità con cui i coloni agiscono, con il 94% delle indagini sui crimini contro i palestinesi che si chiudono senza accuse. L'espansione degli insediamenti e la repressione delle violenze sono state al centro delle discussioni politiche, con il governo Netanyahu che cerca di equilibrare le pressioni esterne e le alleanze interne con figure estremiste. La situazione rimane critica, con il rischio di ulteriori escalation in un contesto di tensioni regionali e interne.