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Andrea Sempio: 'Non vivo più, la condanna di Stasi è giusta'

AUTORE: Redazione Novrium //
Andrea Sempio: 'Non vivo più, la condanna di Stasi è giusta'
Andrea Sempio, indagato nell'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, ha rilasciato un'intervista in cui ha descritto il suo stato d'animo. 'Si vive a fatica. Oggi non sto vivendo', ha dichiarato, spiegando che la sua vita è ridotta a passare il tempo in casa, dagli avvocati o in trasferte per incontrare consulenti. L'indagato ha negato qualsiasi coinvolgimento nel delitto, sostenendo che l'impronta 33 trovata sulla scena non è attribuibile a nessuno.

Sempio ha anche affrontato il tema della scarpa numero 42, associata a Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l'omicidio. 'Tutte le scarpe che ho in casa sono 44', ha sottolineato, aggiungendo di aver verificato che la 42 non gli andava. Riguardo al Dna sotto le unghie di Chiara, ha affermato che la traccia non è solida e non è replicabile, considerandola ormai risolta.

Nell'intervista a 'Porta a Porta', Sempio ha dichiarato che la condanna di Stasi è 'giusta', ritenendo che le accuse contro di lui siano basate su elementi non certi. Ha espresso preoccupazione per un possibile processo, sperando di risolvere la situazione in udienza preliminare. Ha inoltre negato di aver mai avuto un interesse particolare per Chiara, sostenendo che le telefonate tra loro siano state normali e non anomale.

L'inchiesta ha riaperto il dibattito su eventuali errori giudiziari nella prima indagine. Gli inquirenti stanno analizzando documenti e reperti, tra cui l'assenza di dati Dna sui pedali della bici di Stasi e una valutazione psicologica mai inserita negli atti. I legali di Sempio stanno raccogliendo materiale per una revisione, mentre i pm di Pavia valutano se ci siano reati da perseguire.

Sempio ha descritto il peso della notorietà, con giornalisti davanti a casa e un continuo bombardamento mediatico. Ha riconosciuto la difficoltà della sua situazione, temendo che il marchio di 'assassino' possa condizionare la sua vita futura, anche se non ha mai riconosciuto alcuna colpa.