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Un anno dopo la tregua, Gaza affronta crisi umanitaria e distruzione

AUTORE: Redazione Novrium //
Un anno dopo la tregua, Gaza affronta crisi umanitaria e distruzione
Un anno dopo l'annuncio del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, la situazione in Gaza rimane drammatica. Il 10 ottobre 2025, si era sperato in un periodo di riposo per riparare i danni di tre anni di conflitto, ma le aspettative non si sono realizzate. Le restrizioni sui medicinali, sulle attrezzature mediche e sugli evacuati sanitari continuano a colpire la popolazione, mentre gli attacchi israeliani causano nuove vittime.

La sanità gazaota è in stato di collasso. Oltre 1.400 palestinesi sono morti da quando è entrato in vigore l'accordo, e le strutture sanitarie sono in condizioni pietose. Ogni mese, nuovi pazienti arrivano con ferite gravi, mentre quelli già in cura affrontano mancanze di farmaci e attrezzature. La storia di Iktimal, una donna che ha perso la vita per ritardi nell'accesso alle cure, rappresenta solo una delle tante tragedie.

La ricostruzione della Striscia è bloccata. L'82% degli edifici è danneggiato, e l'accesso agli aiuti umanitari resta limitato. Le autorità israeliane continuano a classificare come "dual-use" i pezzi di ricambio necessari per riparare le infrastrutture, mentre i pazienti in attesa di evacuazione sanitaria superano le 15.000 unità. Le condizioni di vita sono disperate: cibo, acqua e cure sono insufficienti, e i rifugi sono sovraffollati.

L'incertezza domina ogni aspetto della vita a Gaza. I medici riferiscono di dover prendere decisioni senza gli strumenti necessari, mentre i bambini soffrono di malnutrizione e sviluppo ritardato. L'ONU ha messo in guardia sul rischio di un'escalation della crisi, e le promesse di ricostruzione sembrano lontane. Per i palestinesi, il termine "tregua" è diventato sinonimo di morte, povertà e instabilità.